Golgotha - Remembering The Past, Writing The Future

GOLGOTHA – Remembering The Past, Writing The Future

Gruppo: Golgotha
Titolo: Remembering The Past, Writing The Future
Anno: 2021
Provenienza: Spagna
Etichetta: Xtreem Music / Blood Fire Death
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TRACKLIST

  1. Don’t Waste Your Life
  2. Helpless
  3. I Am Lost
  4. Elemental Changes
  5. Lonely
  6. Don’t Waste Your Life
  7. I Am Lost
  8. Helpless
DURATA: 50:00

I Golgotha sono una band culto per tante ragioni: nati nel 1992 a Palma di Maiorca per volere del chitarrista Vicente J. Paya (Unbounded Terror) e dal cantante Amon López, i ragazzi avevano il death-doom inglese nelle vene, tanto la copertina del loro primo EP, Caves Of Mind (1994), realizzata proprio da López, richiamava molto da vicino quello che Dave McKean aveva fatto su Shades Of God dei Paradise Lost e soprattutto su As The Flower Withers dei My Dying Bride.

Nei primi anni di vita i Golgotha hanno pubblicato a spron battuto svariati demo, EP e due album, prima che la loro carriera si interrompesse bruscamente nel 1998. Poi un nuovo album nel 2005 e di nuovo silenzio per quasi quindici anni; è solo dal 2018 che il quintetto è tornato attivo in modo stabile, pur con tanti e continui cambi di line-up e con i soli López e Paya saldamente al timone. Negli ultimi tre anni sono arrivati l’EP Arise, un album dall’eloquente titolo Erasing The Past (Xtreem Music, 2019) e infine questo Remembering The Past, Writing The Future, idealmente quasi in controtendenza con il titolo precedente.

Dopo un manifesto come Erasing The Past, un titolo del calibro di Remembering The Past… dà l’idea di un gruppo che fatica a fare pace con il proprio passato e a trovare per esso la giusta collocazione, ed è forse per questo che i Golgotha decidono di costruire questo EP con un solo brano inedito, l’iniziale “Don’t Waste Your Life”, e proseguire poi con alcune ri-registrazioni di brani più vecchi, provenienti ciascuno da una delle precedenti pubblicazioni. “Helpless” è un estratto del recente Arise (2018), “I Am Lost” da New Life (2005), “Elemental Changes” è la title track dell’album del 1998, mentre “Lonely” arriva dal debutto Melancholy, del 1995. E tutti e cinque i brani trasudano passione per quei suoni, per quegli anni e per quelle emozioni. La nuova registrazione ha permesso a tutte e quattro le (più o meno) vecchie canzoni di trovare una forza nuova, eppure perfettamente coerente con l’ambito di appartenenza dei Golgotha, che suonano freschi e in perfetta forma, senza snaturarsi eppure al passo coi tempi.

Dal 1992 di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, e oltre alla sacra trinità inglese è arrivata gente come i Draconian, gli Swallow The Sun o i nuovi Funeral, mentre i Golgotha di questa terza era sembrano proprio orientarsi verso quel modo di fare doom, velato di death da una parte e di gothic dall’altra. E a quanto pare i veterani delle Baleari ci riescono alla grande, per cui c’è solo da sperare che non si sciolgano nuovamente e che continuino a scrivere musica.

In appendice, tre dei cinque brani vengono riproposti in una versione orchestrale e puramente strumentale. Esperimento piacevole, ma non proprio essenziale. Meglio voci sofferte e chitarrone.