GORGANERA – Proximi Divinitatis

 
Gruppo: Gorganera
Titolo: Proximi Divinitatis
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Dei Ora
  3. Fatum Unica Veritas Est
  4. Fossa Comune
  5. Veleno
  6. Proximi Divinitatis
DURATA: 30:25
 

I Gorganera sono un quartetto aretino attivo dal 2008, con alle spalle un album di debutto datato 2012 intitolato "Qui In Obscuritate Habitant" e uno split. Pur non conoscendo i succitati lavori, vi presenterò oggi il secondo disco "Proximi Divinitatis", uscito nell'ultimo trimestre dell'anno scorso. Una raccomandazione iniziale: non lasciatevi ingannare dal futuristico (e fuorviante) aspetto grafico di un'opera che a conti fatti di futuristico non contiene nulla.

Dopo una "Intro" composta da discorsi di gerarchi, autorità religiose e personaggi vari, in tracce come "Fatum Unica Veritas Est" e "Dei Ora" veniamo in contatto con un Death Metal piuttosto convenzionale, spesso venato di reminiscenze melodiche e sporadicamente innestato di vaghi spunti Black Metal. I riff sono potenti, le melodie di discreta fattura e le sezioni ritmiche di buon impatto, tuttavia l'insieme risulta globalmente un po' troppo standard — per certi versi quasi scontato — per poter sperare in qualche modo di emergere seriamente dal pantano di uscite che ormai da anni saturano il mercato. Sebbene infatti le qualità compositive siano innegabili e le costruzioni sonore non presentino particolari difetti o vizi di forma, spesso sembra di avvertire una sensazione di prematuro appagamento, quasi come se i Gorganera non avessero voluto spingersi oltre, sfruttando solo in minima parte le proprie possibilità.

Un parziale riscatto lo si avverte in episodi come "Fossa Comune" e "Veleno", nei quali la composizione si dimostra più variegata, dinamica e coinvolgente: gli influssi svedesi sono più marcati e saltano fuori ottimi rallentamenti che, senza spezzare i ritmi, evocano scenari più fitti, più oscuri e pregnanti che in precedenza. In queste occasioni viene intelligentemente messa un po' da parte la propensione alla brutale e cieca violenza in favore di un notevole sviluppo atmosferico: proprio questo credo che sia il punto più importante messo a segno dai Nostri, poiché se dovessero decidere di insistere maggiormente su questo versante probabilmente potremmo aspettarci un consistente salto di qualità.

Lasciando da parte un gusto forse un pelo narcisista nelle fasi soliste, qualche ingenuità compositiva e una personalità ancora troppo latente per potersi davvero distinguere, "Proximi Divinitatis" risulta comunque una prova piacevole, che potrebbe davvero valere la pena di tenere in considerazione anche con una funzione propedeutica al giudizio di possibili miglioramenti futuri. Le capacità ci sono, il tempo non manca e l'esperienza si acquisisce: ora sarà compito dei ragazzi far fruttare al meglio la combinazione di tali fattori. In bocca al lupo ai Gorganera!

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