GORILLA PULP – Hell In A Can | Aristocrazia Webzine

GORILLA PULP – Hell In A Can

 
Gruppo: Gorilla Pulp
Titolo: Hell In A Can
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Mother Fuzzer Records
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TRACKLIST

  1. King Of The Jungle
  2. Mean Devil Blues
  3. White Mammuth
  4. Witchcraft
DURATA: 15:48
 

I Gorilla Pulp sono un quartetto di recente formazione, proveniente da Viterbo e che non si è certamente perso in chiacchiere: sul finire dell'anno passato — ossia a pochi mesi di distanza dalla propria nascita — il gruppo ha infatti rilasciato il debutto assoluto, un ep intitolato "Hell In A Can".

Dopo "King Of The Jungle" — breve introduzione a base di suoni animaleschi che non desta interesse per l'economia del lavoro — i Nostri ci investono con lo Stoner Rock arrembante, grezzo e solido di "Mean Devil Blues": incalzanti riff pesantemente distorti e graffianti vengono intervallati a rallentamenti di stampo Doom, che addensano un'atmosfera rievocante un pregevole intreccio tra Anni Settanta e Novanta. Proprio questa è la combinazione sonora su cui si fonda l'operato dei Gorilla Pulp: lo spettro dell'ultimo decennio del secolo scorso viene richiamato con prepotenza da "White Mammuth", pezzo che si avvale dell'aggressività di certo Rock alternativo a tinte Stoner, tuttavia amalgamato a lisergiche coltri di melodie acide e pulsanti costruzioni ritmiche dal retrogusto desertico; in un episodio come "Witchcraft" è invece la sempiterna eredità dei Black Sabbath a spadroneggiare all'interno di una composizione che — proprio come da prerogativa dei quattro di Birmingham — elettrifica e irrobustisce minacciosamente una solida base Blues, senza nemmeno rinunciare al tocco vintage fornito dall'intervento dell'organo Hammond.

Sebbene il sottoscritto ritenga che il lato migliore del quartetto esca allo scoperto proprio quando viene rievocato lo spirito Anni Settanta della proposta e nonostante globalmente il lavoro risulti inevitabilmente ancora un po' troppo derivativo, l'ep in questione mette già in mostra delle ottime qualità. Certo, quindici minuti di musica sono ancora pochi per poter esprimere un giudizio completo ed esaustivo, ma questa prima prova lascia già intendere che possiamo aspettarci belle cose dal futuro dei Gorilla Pulp; quindi buttate un orecchio a "Hell In A Can", perché probabilmente avrete anche voi un nome nuovo da tenere sott'occhio.