Gothic Stone - Haereticum Empyreum

GOTHIC STONE – Haereticum Empyreum

Gruppo:Gothic Stone
Titolo:Haereticum Empyreum
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Black Widow Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Dies Irae
  2. Caereris Mundus (The Necromancer)
  3. The Time Lord
  4. The Oath Of The Gothic Stone
  5. Luciferian Dawn
  6. Sidereus Nuncius
DURATA:41:54

È una storia strana, quella dei Gothic Stone: nati a Palermo a inizio anni ‘90, non hanno mai pubblicato nulla e si sono sciolti nel 1993. Avanti veloce di vent’anni, e la band si riforma per continuare a non pubblicare nulla fino al 2018, anno in cui finalmente vede la luce il singolo “The Oath Of The Gothic Stone”, una misera traccia pubblicata solo in digitale via Bandcamp. I segnali che quel pezzo lanciava erano di grande speranza, e sul finire del 2019, col supporto della sempre solidissima Black Widow, è arrivato infine Haereticus Empyreum.

Non è dato sapere per quali vicissitudini la formazione palermitana abbia reclutato dietro al microfono il varesottissimo Gabriele “Nightcomer” Grilli, cantante originale degli scomparsi DoomSword e per qualche tempo anche dei greci Battleroar, la cui performance è assolutamente sopra le righe: espressivo e ammaliante, Nightcomer trascina in una spirale di riti occulti e necromanzia, invocazioni latine e rimandi mitologici. Sotto di lui, gli strumenti si muovono in perenni tempi medi, tra riff spessi come muri di mattoni e aperture epiche; non inventano nulla i Gothic Stone, ma fanno tutto tremendamente bene. Le chitarre si muovono ipnotiche, una litania di note circolari, mentre le tastiere stendono i tappeti su cui il rituale viene consumato.

Il gruppo non fa assolutamente nulla per nascondere i propri punti di riferimento: Black Sabbath, Candlemass e Saint Vitus da una parte, e quelle cose tardo sessantiane sperimentali occulte, barocche e italianissime dall’altra (Jacula e Antonius Rex, nel corso degli anni ristampati proprio da Black Widow, ma anche Biglietto Per l’Inferno e Museo Rosenbach). Proprio questa essenza così genuinamente derivativa rende i Gothic Stone assolutamente godibili, e la formazione siciliana si preoccupa solo di fare buona musica nella scia dei propri numi tutelari, senza alcuna velleità né pressione. Si riesce quindi a chiudere un occhio sull’autoproduzione non proprio bilanciatissima e un po’ piatta, da vinile underground di metà anni Ottanta registrato con un budget non così all’altezza. Nel caso di Haereticus Empyreum fa tutto parte dell’atmosfera retrò, e quelli che in tantissimi altri casi si rivelano limiti qui diventano parte integrante del fascino dell’album.

L’etichetta di Genova raramente sbaglia quando c’è da sporcarsi le mani con sonorità classiche, proggy e settantiane, e infatti il debutto dei Gothic Stone è il disco fuori tempo massimo che tutti stavamo aspettando. Il debito nei confronti dei grandi del passato è evidente in ogni fraseggio di chitarra, spesso spunta persino nei testi (“The Oath Of The Gothic Stone” racconta nientemeno che di una eve of Candlemass), la produzione puzza di naftalina e in tutti i sei brani Haereticus Empyreum trasuda vecchiaia. Ma ha anche dei difetti. Forse. Io non ne ho trovati.

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