GRAVEWÜRM – Blood Of The Pentagram

GRAVEWÜRM – Blood Of The Pentagram

 
Gruppo: Gravewürm
Titolo:  Blood Of The Pentagram
Anno: 2010
Provenienza:   Stati Uniti
Etichetta: Hell's Headbangers Records
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TRACKLIST

  1. Goat Command
  2. Grave
  3. Deeper Dungeons
  4. Blood Of The Pentagram
  5. Necromance
  6. Brought Before The Altar
  7. Infernal Devilry
  8. Lycanthropic
  9. Hordes Of Hell
  10. Two Coins For Charon
  11. In Praise Of Evil
  12. The Sign Of A Dark Destiny
DURATA: 42:59
 

La Hell's Headbangers mi ha incuriosito definendo questo gruppo come una leggenda del black death. Non ho esitato dunque ad accaparrarmi il materiale per la recensione. La Pennsylvania è, per antonomasia, una terra di grandi boschi e di rudi tagliaboschi che indossano, così vuole il cliché, camicie di flanella a quadretti. A quanto pare l'aria silvestre giova anche ad alcuni musicisti metal.

I Gravewürm furono fondati nel lontano 1990 e da lì produssero otto LP, di cui due nel 2010, e una sfilza di demo e split. Guardando la foto promozionale inviata dalla casa discografica mi salta all'occhio una maglietta dei Nunslaughter. Non sono veramente un fan accanito del gruppo, ma il suo marciume è leggendario.

Senza pensarci due volte apro i file ricevuti… Black? Death? Mah! I ritmi sono molto lenti e di black mi pare ci sia solo la voce. Non mi lascio scoraggiare e continuo l’ascolto. Di primo acchito ho l'impressione che il gruppo lavori con schemi predefiniti con cui sembrano costruire tutti i pezzi. Prima di prendere decisioni avventate, ascoltiamo insieme il disco, OK?

"Goat Command" apre le danze con un tipico ritmo "mid tempo" che di black ha poco o niente. Il pezzo fa comunque l'occhiolino all'ascoltatore e lo prende con quel ritmo che incoraggia a scuotere la testa automaticamente. "Grave" non sorprende. Le scale utilizzate ricordano parecchio il pezzo d’entrata. Finalmente troviamo un poco di cambiamento di ritmo. "Deeper Dungeons" avanza lento e impietoso come un rullo compressore. Sfortunatamente, forse a causa della produzione, il tutto sembra moscio e stanco. La voce continua comunque a snervarmi.

Fermiamoci qui. Come detto all'inizio, questo disco ha poco a che fare con il black. Non posso permettermi di stracciarne la qualità, anche se non mi piglia. Non pensiate che mi disturbi il riffing quasi alieno al black. No. Semplicemente mancano le spezie necessarie a fare un disco bomba. Non esistono punti che sorprendano l'ascoltatore e che lo facciano sussultare. Il tutto è piuttosto scontato.

Non vidi mai i Gravewürm in concerto. Credo che se fossero forti sul palco, potrebbero vendere comunque tante copie di questo disco alla loro bacheca. Se ne aveste l'occasione, ascoltate questo lavoro. Penso che alcuni fra voi non lo disprezzeranno.

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