GRAVEYARD OF SOULS – Mental Landscapes

 
Gruppo: Graveyard Of Souls
Titolo: Mental Landscapes
Anno: 2017
Provenienza: Spagna
Etichetta: Endless Winter
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TRACKLIST

  1. Cloud Fields
  2. En La Oscuridad Esta Nuestro Hogar
  3. The Last Dawn Of Mankind
  4. Ou Sont Passes Ces Jours
  5. Eclipse
  6. Way Of Hell
  7. Floating In The Amniotic Eden
  8. Farvel
DURATA: 47:12
 

Quinto capitolo della discografia e terzo passaggio su Aristocrazia per i Graveyard Of Souls. Il duo spagnolo sembra avere tanto da dire, considerando che "Mental Landscapes" è il secondo album uscito nel 2017, dopo "Pequeños Fragmentos De Tiempo Congelado".

Il Doom-Death Metal con cui abbiamo conosciuto il gruppo si ripropone pressoché nella stessa maniera degli album già trattati su queste pagine; tuttavia, possiamo notare una piccola variazione che, in qualche modo, cambia ampiamente le carte in tavola: dopo essere passati dalla lingua inglese a quella spagnola, Angel e Raúl mettono da parte ogni forma di vocalità e optano per otto tracce interamente strumentali.

L'assenza del growl risulta una scelta assolutamente azzeccata: consente sia alle chitarre dai connotati melodici che alle tastiere dai suoni magici — le due vere colonne portanti del sound — di godere dello spazio che meritano; non dovendosi più contendere lo spazio con la voce, questi due elementi riescono finalmente a sfruttare al meglio le proprie potenzialità. Sono soprattutto le — ora più che mai — gradevolissime e onnipresenti melodie delle sei corde a trarne beneficio, anch'esse importanti nella creazione delle atmosfere incantate.

Questa è sostanzialmente l'unica variazione rispetto al lavoro precedente ed è bastato così poco per trasformare i Graveyard Of Souls da una realtà poco più che discreta in una indubbiamente interessante e capace di sfornare un disco non certo rivoluzionario, eppure incredibilmente piacevole all'ascolto. I due musicisti riescono a giostrare sapientemente le fasi ritmicamente concitate e quelle rilassate, senza mai eccedere in nessuno dei due sensi, prediligendo una via di mezzo; la capacità di variegare i brani e di impreziosirli con orpelli quali le chitarre acustiche di "Cloud Fields" e l'assolo di basso di "Eclipse" si rivela uno dei fattori di successo di un'opera che nei suoi quasi cinquanta minuti non ha alcun momento di debolezza.

Considerando l'immaginario che si forma nella mia testa durante l'ascolto, perfettamente rappresentato dalla misticità del comparto grafico, "Mental Landscapes" è un'ottima colonna sonora per viaggi verso altri piani astrali: per sua natura funziona decisamente bene come album da sottofondo ad altre attività; allo stesso tempo, l'ottima fattura delle melodie e, in generale, delle composizioni riesce a farsi apprezzare anche a un'analisi più attenta. Personalmente, devo dire di non essere un fanatico della musica strumentale, ma in un caso come questo non posso che apprezzare e riascoltare per l'ennesima volta il disco della band spagnola.

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