GRAVEYHARD – Cave Core

 
Gruppo: Graveyhard
Titolo: Cave Core
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Wrong War
  2. Left Me Alone
  3. After The Storm
  4. Tied Before
  5. The Caveman
  6. Drowned By Pain
  7. In The Mirror
  8. I Loved You
  9. All I Had (I Gave) [cover Crowbar]
  10. [traccia bonus senza titolo]
DURATA: 40:00
 

All'incirca due anni or sono io e il buon Mourning vi presentammo "Black Train Starting", ep di debutto dei toscani Graveyhard; unitamente al nostro giudizio positivo, ci augurammo di poter venire nuovamente in contatto con l'operato del trio di Pontremoli, auspicando un'ulteriore crescita e magari anche il supporto di un'etichetta. Nonostante la seconda parte del nostro desiderio non si sia purtroppo avverata, ho ora il piacere di parlarvi del debutto sulla lunga distanza, intitolato "Cave Core".

L'inquadramento dell'album in questione non è difficile: tracce come "Tied Before", "Wrong War" e "Drowned By Pain" non lasciano infatti dubbi sul carattere di questo lavoro, in cui sottili percezioni atmosferiche rimandanti a certo Grunge scuro e disilluso sono inglobate in massicci e venefici impianti sonori al cui interno vengono miscelati maledettamente bene Doom, Sludge e Stoner. Tempi lenti, riff pastosi e acidi, e oppressione: in parola povere, c'è materiale a sufficienza per fare felici tutti coloro che adorano navigare all'interno di tali oscuri abissi musicali.

I tratti compositivi dei Graveyhard sono maturati e il suono è stato notevolmente indurito, come possiamo evincere da episodi come "Left Me Alone" e "The Caveman", dentro i quali ritroviamo un amalgama perfetto tra l'attitudine caustica e soffocante dello Sludge e un retrogusto che potrebbe farci immaginare i Black Sabbath immersi in un oceano di pece. Allo stesso modo, sono assolutamente degni di nota pezzi come "After The Storm" e "In The Mirror" che si avvalgono di costruzioni ritmiche più agitate, più classiche se vogliamo, in cui la voce greve e tormentata di Ivan Magnani svolge peraltro un lavoro splendido. In aggiunta a tutto ciò, i Nostri omaggiano anche i Crowbar dell'album eponimo con una riuscita cover di "All I Had (I Gave)" che — seppure non rappresenti un valore fondamentale nell'economia del disco — pone senz'altro un gradito accento sulle influenze stilistiche del gruppo.

Ancora una volta, mi sento di elogiare le prestazioni dei singoli musicisti, prestazioni che con una produzione meglio definita avrebbero potuto sprigionare maggiore spessore; tale aspetto — tenendo sempre conto del fatto che ci troviamo di fronte a un disco autoprodotto — non inficia comunque il valore di un lavoro di buonissima caratura. "Cave Core" è un album bello, che ci presenta una band capace, ancora bisognosa di maturare, di fare altra gavetta e di limare alcune asperità, ma che ha dalla propria parte ottime qualità compositive e tanta passione. Rimaniamo dunque ancora sintonizzati sulle frequenze dei Graveyhard, in quanto sono sicuro che potremo ancora parlarne in termini sempre più positivi… E nel mentre godiamoci questi quaranta minuti di musica lenta e sofferente!

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