GREENTHUMB – There Are More Things

Gruppo:Greenthumb
Titolo:There Are More Things
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Acid Cosmonaut Records / L’Home Mort / Nothing Left Records/ ZAS Autoproduzioni Records
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TRACKLIST

  1. The Field
  2. Ogigia’s Tree
  3. The Black Court
DURATA:20:58

Da Alghero colmi di marciume e furore, i Greenthumb sono un giovane quintetto formato poco più di un paio d’anni fa di cui presentiamo qui There Are More Things, loro seconda prova in studio. Dopo un EP intitolato West uscito all’inizio del 2018, il gruppo sardo ha registrato questo lavoro di tre tracce, prodotto dapprima indipendentemente e poi in collaborazione con Acid Cosmonaut e altre tre etichette. E fin da subito ci tengo a precisare che se non siete alla ricerca di musica che vi scartavetri anima e corpo, questo è il momento migliore per spulciare il nostro archivio di recensioni e scovare qualcosa di più delicato e consono ai vostri fragili timpani.

Dopo una breve cacofonia di sofferenza e terrore, “The Field” crea una venefica pozza di sludge corrosivo strutturato in modo assolutamente opprimente, allo stesso tempo abrasivo e viscoso, in cui le chitarre macinano riff ruvidi e caustici, mentre sezioni ritmiche prevalentemente lente si abbattono come macigni sull’ascoltatore. La versatile voce di Chiara, alternativamente austera e livorosa, è il tocco finale che contribuisce a rendere questo disco ciò che è: un rigurgito di malessere che fagocita qualsiasi cosa, lasciandosi dietro solamente una scia di angosciante desolazione.

Non mancano frequenti incursioni in territori più propriamente stoner (sebbene in simili proposte i confini di genere divengano a dir poco labili), melodie acide e vaghe reminiscenze di un blues nero e distorto, ma il tutto concorre solo e unicamente alla costruzione di un monolitico rullo compressore trasudante liquami letali e sembra quasi pleonastico aggiungere che lo scopo del suddetto rullo è ridurre tutto in poltiglia, voi e me compresi. Volendo per forza fare dei paragoni, potremmo citare Electric Wizard, Bongzilla, Windhand, Sleep, Acid King e persino i nostrani Ufomammut, tuttavia i Greenthumb, pur non facendo sforzi particolari per nascondere le proprie influenze, maneggiano con perizia le qualità compositive in loro possesso. Il prodotto finale si destreggia bene tra i vari ascendenti, senza risultare mai troppo derivativo e i Nostri riescono a suonare relativamente freschi e certamente ispirati.

Non stiamo parlando di uno stile musicale in cui l’originalità sia una componente fondamentale e ricercata, tuttavia There Are More Things è un lavoro che in un certo qual modo può spiccare tra tanti e i Greenthumb sono un gruppo con potenzialità davvero interessanti. A questo punto non possiamo far altro che sperare di ascoltare presto un album lungo, sostanzioso e ricolmo di mal di vivere: le premesse per ritrovarsi poi in mano un gran bel disco ci sono tutte!

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