GRIEVING AGE – In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus…

 
Gruppo: Grieving Age
Titolo:  In Aloof Lantern, Thy Bequeathed A Wailer Quietus…
Anno: 2009
Provenienza:  Arabia Saudita
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. A Quadrennial Dame Pyres, Hearses Shall No Yawn, Thence…
  2. Therefore, A Myriad of Gargoyles Bellow Their Aborted Versicles, Quoth Thee…
DURATA: 36:54
 

Che l'Asia ormai sia terra fertile per il metal non si scopre di certo oggi, ma che in Arabia Saudita qualcuno tentasse di ripercorrere le orme di gente come Disembowelment, Decomposed e Winter, i quali diedero spinta insieme ai soliti noti al movimento doom-death, mi pare alquanto strano.

Effettivamente ero dubbioso prima d'inserire il disco di questi ragazzi nel lettore e neanche leggere che produzione e missaggio fossero stati affidati a quel genio di Dan Swanö mi aveva convinto appieno. Per fortuna quello che conta è la musica e — una volta fatto partire — l'album non si perde né in numerose tracce (appena due) né in ricerche particolari (cosa che può essere sia un bene che un male, a seconda dell'ascoltatore). La proposta è basilare e prende animo dai più classici stilemi del genere, dove un riffing potente e possente si trascina accompagnato da un operato di batteria mai troppo dinamico eppure imponente; tocca quindi alla voce dare quel quid in più alle lunghe composizioni, cosa che le riesce non poco, soprattutto nella fase di growl.

"In Aloof…" è un lavoro che appassionerà più gli amanti di death in genere che di doom vero e proprio, dato che le parti legate al primo genere sono quelle più incisive e calzanti a una band che non conosce ritornelli melodici o attimi di respiro, anzi sembra più un lento carrarmato in marcia senza sosta alcuna.

Sulle prove dei singoli c'è poco da commentare: il riffing è elementare per scelta, mentre la batteria con qualche mid-tempo riesce a mostrare qualcosa di diverso e rendere meno piatto il prodotto finito. Se da un lato c'è sicuramente da lavorare per arricchire il suono, dall'altro questo possiede già basi forti e ben delineate. La sezione grafica ben curata, infine, è stata ideata dal menestrello dei My Dying Bride, Aaron Stainthorpe, che si reinventa qui in veste di grafico.

In sostanza, non si può dire che questo sia un lavoro imprescindibile, ma i Grieving Age hanno coscienza e conoscenza del genere, si attendono quindi successive evoluzioni.

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