GRIFTEGÅRD – Solemn, Sacred, Severe

 
Gruppo: Griftegård
Titolo:  Solemn, Sacred, Severe
Anno: 2009
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Ván Records
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TRACKLIST

  1. Charles Taze Russell
  2. Punishment & Ordeal
  3. I Refuse These Ashes
  4. Noah's Hands
  5. The Mire
  6. Drunk With Wormwood
DURATA: 46:24
 

Che la Svezia da sempre sia patria di grandi realtà doom non credo ci sia bisogno di ricordarlo, basta nominare Candlemass e Count Raven ed il gioco è fatto. I Griftegård si erano fatti notare con un buon ep "Psalm Book" facendo intuire che da loro ci si potesse aspettare qualcosa di valido da loro e per nostra fortuna non c’hanno fatto attendere poi molto per fornirne la conferma. L'undici settembre Ván Record ne ha rilasciato il debutto "Solemn Sacred Severe", uno di quegli album che sono destinati ad entrare in ogni casa d'amante del genere.

Le direttive stilistiche prendono spunto dai nomi citati con l’aggiungersi di una vena Solitude Aeturnus. Abbiamo riff monolitici e pesanti che ricamano atmosfere viaggianti capaci d'inebriare l'ascoltatore, una passione malinconica e suadente che trasuda nota dopo nota già dall’iniziale e monumentale "Charles Taze Russell", stati d’umore altalenanti riscontrabili internamente a"Punishment & Ordeal" e un tetro percorso tracciato da "I Refuse The Ashes", traccia probabilmente che più riporta alla mente i Candlemass di Marcolin.

"Noah’s Hand" è un leggiadro canto dolciastro e sommesso che conduce a "The Mire", canzone in grado di dimostrare che anche nelle movenze lente e felpate si può trovare un movimento dinamico-armonico notevole, aspetto che l'ottima prova del cantante mette in netta evidenza. La chiusura del disco è affidata a “Drunk With Woormwood” e quando viene scoccata l'ultima nota del brano si possiede una chiara e solida certezza: questi ragazzi ci hanno regalato un lavoro di un'eleganza ed emotività a dir poco uniche e difficilmente riscontrabili nel panorama odierno.

Non posso far altro che consigliarvi l'acquisto di "Solemn, Sacred, Severe", compratelo, sono sicuro che col passare degli anni l'opera acquisterà ancor più valore.

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