GRIM – Masturbating Zombie

 
Gruppo: Grim
Titolo: Masturbating Zombie
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Necrotorture Live & Promotions
Contatti:

Sito web  Facebook

 
TRACKLIST

  1. Nightmare Castle
  2. My Black Widow
  3. Society
  4. Venomous
  5. Premature Burial
  6. Cutting
  7. Breathless
  8. Painful
  9. Inferno
  10. It's Better To Be Buried
  11. The Dead Are After Me
  12. Beverly Hells
DURATA: 35:26
 

Anche stavolta parliamo di un disco uscito l'anno passato: "Masturbating Zombie", datato agosto 2011, è il secondo album del trio abruzzese Grim e — chiariamo in partenza — è un'opera con le palle.

Il filone heavy-rock a tematica horror negli ultimi anni ha conosciuto un revival, anche e soprattutto grazie al successo di gruppi come i Lordi, e il rischio di imbattersi in una band molto scenografica tuttavia poco concreta è purtroppo alto. Fortunatamente, nulla di più lontano da quanto invece rappresentano i Grim. I tre ragazzi (Alex Grim al microfono e alle chitarre, Grave Rob al basso e Mark Mastiff alle pelli, scelgono di proseguire lungo la via tracciata da capostipiti dell'horror rock come Steve Sylvester in maniera personale e, cosa più importante, divertente. Tutto, nel disco, dagli assoli ai testi, alle foto, alla copertina stessa (bellissima, nel caso non ve ne foste accorti, e dello stesso livello le immagini interne al digipak e al libretto), esplicita quanto i Grim si divertano a fare quello che fanno, e la loro goliardia non fa altro che aumentare il valore di un disco il cui punto di forza è l'ironia.

La musica in sè, va detto, se analizzata e decontestualizzata, non è nulla di nuovo: un riffing heavy bello quadrato, assoli (di quattro e sei corde) tamarri che fanno capolino qua e là, qualche cavalcata in up-tempo, una batteria solida a supportare il tutto, e il gioco è fatto, la formula è rodata. Tuttavia l'analisi razionale in questo caso lascia il tempo che trova: le soluzioni imbastite dai tre sono ottime, nella loro semplicità non scadono mai nel banale e i dodici brani, complice la durata mediamente breve, scorrono che è un piacere. Non stupitevi, anzi, se vi ritroverete in macchina a canticchiare "My Black Widow" o "Beverly Hells" senza nemmeno accorgervene: l'inno hard'n'heavy è la dimensione naturale dei Grim.

L'unico appunto che mi sento di muovere al lavoro finale è la mancanza di alternative nelle parti di chitarra: una maggiore varietà nei riff permetterebbe una diversificazione ben maggiore tra i diversi pezzi, donando loro ancor più personalità. Chiaramente, essendo un trio, di più non si può chiedere.

Un'ultima nota, positivissima, per la produzione: il disco suona che è un piacere, pulitissimo in ogni sua parte e perfettamente mixato. Anche in questo caso il gruppo ha scansato l'enorme burrone della produzione iper-plasticosa che tanto sembra andare di moda nelle proposte meno estreme.

Per tutti gli amanti del sano intrattenimento, seguite il consiglio del dottore:

«After midnight have a snack
Pop-corn, beer and chicken legs
Take a chair and watch the mess
»

("Beverly Hells").

Facebook Comments