GRIM MONOLITH – Intempesta Nox

 
Gruppo: Grim Monolith
Titolo:  Intempesta Nox
Anno: 2011
Provenienza:   Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST

  1. In Your Sorrow's Mysteries
  2. Beyond The Solemn Grave
  3. A Thousand Years Of Midnight
  4. Wolves' Grief
  5. The Walls Of Csejthe
  6. The Distant Thunder
  7. Ghostwood Realms
  8. Ravens Gather
  9. A Prayer In Moonlight
  10. …Of Churchyards And Weeping Nights
  11. Intempesta Nox
DURATA: 34:41
 

Faccio conoscenza con i Grim Monolith, combo messinese attivo ormai da quasi un decennio che deve il suo monicker ad una vecchia carta di Magic, solamente con questa opera terza "Intempesta Nox" e mi rammarico del tempo perduto. Il terzetto siciliano ci trascina in una mezz'ora abbondante di black vecchia scuola, che sprizza Scandinavia da tutti i pori; Mayhem, Darkthrone, Satyricon e qualcosa dei Dissection (soprattutto nel riffing) si sposano perfettamente con nomi della scena più apertamente melodici quali Sacramentum e, per spostarci un po' più a est, primi Nokturnal Mortum. 

Dati questi riferimenti, è facile intuire come in questo "Intempesta Nox" non ci sia nulla di nuovo rispetto a quanto già suonato da detti illustrissimi nomi. La piacevolezza, tuttavia, sta nella capacità del disco di scorrere, lasciandosi apprezzare ascolto dopo ascolto, e di non stufare affatto. Snagalv (batteria), Urgud (chitarre) e Rog (voce e basso) hanno inanellato un insieme di pezzi estremamente compatto, ma allo stesso tempo variegato; non mancano infatti due brevi composizioni strumentali (l'interludio "Wolves' Grief" e la conclusiva titletrack), accelerazioni con immancabili blastbeat e momenti di maggiore atmosfera e melodia, seppure tutti i brani si presentino brevi e strutturalmente uniformi. Non aspettatevi cambi di tempo, variazioni dal tema o stranezze di sorta: l'attitudine black minimale e diretta è la padrona assoluta, ed esercita il suo dominio nel migliore dei modi.

Spontaneità è il termine cui non posso fare a meno di ricollegare questo terzo lavoro dei Nostri, vista l'urgenza con cui i pezzi si susseguono, guidati dalle grida di Rog e sostenuti da una strumentazione che è sì essenziale, tuttavia perfettamente funzionale al prodotto finito, in tutto e per tutto derivativo, ma anche celebrante una scena di cui purtroppo oggi sono rimasti i cocci, vuoi per lo scorrere del tempo, vuoi per l'intervento del mercato e di fattori esterni ad esso collegati. Da questo punto di vista, nessuna preoccupazione per i Grim Monolith, che come da migliore tradizione pubblicano il loro lavoro in maniera completamente indipendente, nonché prodotto (in maniera ineccepibile, né amatoriale né, fortunatamente, "plasticoso" in alcuna sua parte) da Mordor, figuro che si è occupato anche delle parti aggiuntive di sei corde, quindi direttamente coinvolto nella creazione del materiale.

Qualcuno dirà che sono in ritardo sui tempi, che certi prodotti non hanno più alcun senso e non servono a nessuno; dicano pure, io mi schiero fra gli appassionati che, di quando in quando, apprezzano un'uscita valida e consapevolmente debitrice di un tempo che fu. Specialmente, ma è banale dirlo, se tale uscita arriva dal nostro amato Stivale. Complimenti.

 

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