GROSS GROLLAND – What Doesn’t Kill Me Makes A Big Mistake

 
Gruppo: Gross Grolland
Titolo:  What Doesn't Kill Me Makes A Big Mistake
Anno: 2012
Provenienza:  Russia
Etichetta: Metal Scrap Records
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1. Kamikaze
  2. Under Sight
  3. Die
  4. B.Y.E. (Be Your Enemy)
  5. It
  6. Voices
  7. 648
  8. Policeman Tropillo
  9. Friday
  10. Friendship
DURATA: 37:23
 

Ok, suonare groove è bello, suonare groove è di tendenza, però adesso il panorama è esageratamente stracolmo di band simili, troppo simili e i russi Gross Grolland vanno a infoltire ulteriormente questa già immensa schiera di realtà non poi così meritevoli.

Le intenzioni di base e il suono a dir la verità non sono male, è facile ricondurre a gente come i Pantera la matrice dalla quale hanno attinto, è presente una componente elettronica, seppur minimale, che potrebbe far pensare a qualcosa dei Syl, ma per lo più si ha a che fare con materiale che punta sul groove con la pecca di affondare poco i colpi.

Lo strato in superfice infatti porta di primo acchito a considerare il debutto "What Doesn't Kill Me Makes A Big Mistake" un album nel complesso piacevole e con più di uno spunto azzeccato se non fosse che, dopo più giri nel lettore, le magagne vengano pian piano a galla. Si percepiscono dei cali di potenza strani per una proposta del genere tanto da limitare a soli due brani, "Policeman Tropillo" e "Friendship", con quest'ultima che nel ritornello assomiglia stranamente a "The Promise Of Agony" dei Dark Angel, le esecuzioni motivanti all'ascolto.

Sparse per il disco si percepiscono buone idee ("Under Sight", "Be Your Enemy" e "648") che però sembrano tengano il freno a mano tirato, un po' quello che succede in casa dei The Haunted da una vita a questa parte, si prende il largo con il piede giusto e poi… non si arriva da nessuna parte.

I Gross Golland sono un discreto sottofondo da utilizzare quando si è in palestra o nei momenti nei quali si è indaffarati e si ha voglia comunque di qualcosa di discretamente pesante che li accompagni, difficilmente però riusciranno a entrare nelle grazie di coloro che non si accontentano di una prova onesta quanto in più casi scontata. I mezzi e la volontà ci sarebbero pure, per i risultati siamo ancora lontani dallo spingerci oltre un'anonima e poco gratificante sufficienza.

 

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