GRUENEWALD – II

GRUENEWALD – II

Informazioni
Gruppo: Gruenewald
Anno: 2009
Etichetta: Zeitgeister Music
Autore: Mourning

Tracklist
1.Geist
2.Zwei Namen
3.Funeral Winds
4.Tails

DURATA: 43:49

Dietro il monicker Gruenewald si nasconde la figura di Christian Kolf, chitarrista e cantante di band quali Valborg, Island e Woburn House.
Il progetto in cui si cimenta è ampiamente diverso rispetto alle creature in cui è solito vederlo in azione, la natura e i mari compositivi solcati da “II” esulano dal mondo strettamente metal, il viaggio è molto più ampio e variegato quanto scuro e in alcuni tratti depressivo. Band imponenti potrebbero venire chiamate in causa per il sound riprodotto dalle quattro tracce, dall’essenzialità cosmica dei Tangerine Dream, allo stato trip/psichedelico dei Pink Floyd, intercalati in strutture che potrebbero evocare la valenza post/rock di Ulver e Anathema, senza dimenticarsi di un’attitudine quasi doomica in certi fraseggi che par presagire un lungo torpore prima di un violento risveglio.
Quattro episodi lunghi di cui il più breve e snello se così si può definire è “Tails”, dove si superano comunque gli otto minuti di durata.
Ognuno diverso dall’altro per mood e varianti, “Geist” (fantasma in tedesco) è opprimente, claustrofobica, una giornata di tempo uggioso che si dona all’ascoltatore con un sussulto di vita piena solamente una volta arrivati intorno al suo nono minuto, “Zweit Namen” ricca di disonnanze, arpeggi e fraseggi di chitarra pulita, possiede una dose di malinconia greve che viene acuita dalla forte vocalità espressiva imposta dal Kolf.
“Funeral Winds” approccia diversamente il lato volatile della musica Gruenewald dirigendo lo sguardo verso lidi sonori quasi divertiti, le note si fanno meno tetre e il contorno prende un colore meno scuro, per un pezzo che vede partecipare in veste di cantante Jan Buckard mentre il solo di richiamo seventies floydiano è a opera di Oliver Weiskopf; tocca quindi a “Tails”, episodio conclusivo, ristabilire fra dissonanze e caratteristiche dark ambient quelle tonalità grigiastre che prendevano piede nelle prime canzoni di “II”, ponendo la parola fine con un incedere sbilenco ma alquanto piacevole.
Kolf ha curato personalmente anche la parte riguardante i testi, con l’unica eccezione dell’ultima traccia che deve la paternità delle parole pronunciate a Joe Henderson.
“II” è una buona prova sperimentale, avanguardista per certi versi e ha quindi bisogno di più ascolti per venire assimilata e riuscire così ad entrare in feeling con la sua personalità.
Se amate il dark/ambient un passaggio nel vostro stereo i Gruenewald se lo meritano di sicuro.

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