GUILTY AS SIN – III

 
Gruppo: Guilty As Sin
Titolo: III
Anno: 2010
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: G.A.S.
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TRACKLIST

  1. Truth Serum
  2. House Arrest
  3. Permanent Warfare Economy
  4. At The Precipice Of Inhuman Deeds
  5. Planets
  6. Before The Flood
  7. Galactic Agent – Pacal Votan
  8. Operation Midnight Climax
  9. Lost@Sea
  10. Blood Groove
  11. HAARP
DURATA: 49:11
 

I bikers Guilty As Sin continuano a percorrere il sentiero dell'autoproduzione. Il suono del trio americano composto da Zak Ovoian (batteria, moog e voce), Dan MacAdams (chitarra, voce e sintetizzatori) e Ryan Dilbarian (basso e voce) riparte da ciò che di buono aveva offerto con "Led To The Slaughter", proponendolo in versione più affinata, ma non meno istintiva e sperimentale in questo terzo capitolo dall'elementare titolo "III".

La musica è sin dall'inizio nata come bastarda, un intruglio di influenze anni Settanta, stoner e punk-hardcore che hanno come robusta base le sferzate thrash metal e sfruttano un additivo psych per garantirsi quel riscontro intimista e viaggiante di cui si fanno fregio. Il carattere strumentale è ancora predominante, le sezioni vocali sono rare e tranne qualche campionamento parlato gli episodi che vantano presenza dietro il microfono sono sparuti; si vedano la pesante apertura "Truth Serum" in cui viene usata in maniera strisciante, "House Arrest" ripresa dal secondo album già citato e la granitica "Blood Groove".

I cinquanta minuti navigano in un mare ribollente di riff grezzi e alcolici, sferragliate improvvise a velocizzare il sound in "Permanent Warfare Economy", "At The Precipice Of Inhuman Deeds", "Lost@Sea" e nella conclusiva "HAARP", senza mai rinunciare a momenti estranianti e orientaleggianti che spiccano in "Before The Blood" e nella successiva galleggiante "Galactic Agent – Pacal Votan".

I Guilty As Sin sono motociclisti che amano la cultura zen? Probabile. Studieranno pure mitologia greca? Può darsi. Fatto sta che un disco come "III" viene ben rappresentato dalla semplice cover con sfondo verde, nel cui mezzo è raffigurata la figura mitologica di Cerbero: l'animale guardiano dell'Ade possiede tre teste che simbolicamente hanno il significato di distruzione del passato, presente e futuro, così come la musica dei ragazzi mostra di avere più facce che riescono a convivere senza nessun problema. Il non essere strettamente catalogabili è la loro qualità migliore, hanno uno stile personale e si divertono, evitando di fossilizzarsi. Sono perciò di buona compagnia e con questo album hanno confermato la loro abilità compositiva. La produzione invece, come nel precedente, non ostacola l'ascolto, non è perfetta né pulitina, per nostra fortuna, e va benissimo così.

Se sentiste il bisogno di staccare e mettere su canzoni che vi rivitalizzino e rilassino, con "III" il problema si risolverebbe agevolmente. Mi raccomando però: non fatevi mancare la sacrosanta birra ghiacciata al vostro fianco.

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