Guineapig - Parasite | Aristocrazia Webzine

GUINEAPIG – Parasite

Gruppo: Guineapig
Titolo: Parasite
Anno: 2022
Provenienza: Italia
Etichetta: Spikerot Records
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TRACKLIST

  1. Ocular Tormentor
  2. Mermaid In A Manhole
  3. City Of The Monkey God
  4. Taxidermia
  5. Urethra Candiru Terror
  6. Parasitic Protozoa
  7. Supreme Body Bizarre
  8. Saprophyte
  9. Liquefied
  10. Pandemic
  11. Zatypota
  12. Deformed Doppelgänger
  13. Ocular Tormentor (Confrontational Remix)
DURATA: 34:08

Al giorno d’oggi è facile dimenticarsi di un gruppo se il suo silenzio discografico si protrae per quattro o cinque anni. È stato il caso, per esempio, dei Nero Di Marte che ne hanno lasciati passare sei tra Derivae e Immoto, ed è ancora più il caso dei Guineapig che dal 2013, anno di Bacteria, ne hanno lasciati passare ben nove prima di arrivare a questo Parasite, eccezion fatta per qualche comparsata su delle compilation e un paio di split. L’effetto “minchia, sono ancora vivi” non fa che aggiungere hype al tutto e la mia curiosità per questo disco — l’ennesima di una serie di ottime uscite di Spikerot Records — era piuttosto alta.

Che dire: le dodici (più una) tracce di Parasite non si discostano assolutamente dalle aspettative, con un goregrind danzereccio che si aggira sempre su una durata ottimale di due minuti e spicci. Come prevedibile la tematica si inserisce nel mai sopito filone medico/patologico originato dai primi Carcass, con titoli quali “Parasitic Protozoa”, “Zatypota” (un genere di vespe parassitoidi), l’attualissima “Pandemic” o “Urethra Candiru Terror”, che tra il titolo e il riferimento al candirù — un pesce che secondo leggende metropolitane si inserirebbe abitualmente nell’uretra umana — vince la palma per aver evocato il miglior immaginario del lotto.

Tra gli immancabili gorgoglii di apparati in putrefazione, riff grossissimi e un carico di groove non indifferente, i Guineapig si affiancano al grind a tema sessuale degli Spasm e a quello coprologico dei Gutalax (non a caso li troveremo in tour tutti insieme allegramente a fine anno), con una proposta che certo non brilla per soluzioni stilistiche all’avanguardia ma che centra il bersaglio in quanto divertente e coinvolgente. Un ottimo miscuglio di mid-tempo, breakdown e sferzate più death-oriented, insomma, oltre all’ottimo remix dell’iniziale “Ocular Tormentor” a opera del nostrano Confrontational.

Contrariamente ai colleghi citati — tutti relatori a simposi di alta cultura come l’Obscene Extreme Festival — pare esserci un approccio più serio alle tematiche e un sincero interesse biologico dietro le composizioni: dodici pezzi che potrebbero essere materiale adatto a un esame di parassitologia, nonostante il loro carico di ignoranza e marciume.

Arricchito da una produzione ciccionissima a opera di Marco Mastrobuono, Parasite è destinato a diventare un punto fermo del goregrind di un certo tipo. Indossa i tuoi migliori cargo, strappa i tuoi titoli di studio — a meno che tu non sia un microbiologo — e goditi il ritorno di questi tre romanacci.