GUSTNADO – Slowdown To Survive

GUSTNADO – Slowdown To Survive

 
Gruppo: Gustnado
Titolo:  Slowdown To Survive
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Neptune's Navy
  2. Zero Killed
  3. Redskin
  4. Not For Long
  5. Across The River
  6. Intense Cefalea
  7. Night And Its Creatures
  8. Junoon
  9. The Great Spirit (Wakan Tanka)
  10. Slowdown To Survive
  11. Honeymoonflower
DURATA: 58:00
 

Per il progetto Gustnado questa non è la prima apparizione sulle pagine di Aristocrazia: il nostro sempre solerte Mourning si era infatti occupato soltanto l'anno scorso della creatura siciliana creata e guidata dal solo Frank Tudisco, sia recensendo il debutto "Hallucination Boulevard" che intervistando Tudisco stesso. Circa diciotto mesi sono passati da allora e adesso è il sottoscritto ad avere il piacere di presentare "Slowdown To Survive", il secondo parto del musicista catanese che, anche questa volta, troviamo come unico responsabile di tutti gli strumenti.

Il nuovo disco non si discosta in maniera sensibile da ciò che veniva presentato nel bellissimo "Hallucination Boulevard" e pezzi come "Neptune's Navy", "Not For Long" e "Intense Cefalea" non si fanno pregare per dimostrarlo: ci troviamo di fronte alla solita dinamica e polverosa energia tipica del Rock desertico che si tinge di forti striature metalliche e che sa diventare sinuosa e onirica, soprattutto grazie a quel fantastico alone vintage settantiano conferito in grande misura dagli interventi dell'organo Hammond. Ovviamente ci confrontiamo con soluzioni già ben conosciute (e amate) da coloro che vagliano assiduamente questo sterminato panorama musicale e sono quindi le piccole variazioni a rendere davvero speciale un album come "Slowdown To Survive": la splendida prestazione del basso in "Zero Killed" che, confrontandosi direttamente con l'Hammond, crea un gioco molto efficace di forza e bellezza, oppure ancora "Redskin" e "Night And Its Creatures", le quali, per movenze, sembrano essere state composte nella decade comprendente la seconda metà degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Settanta senza tuttavia disdegnare piccolissimi accenni a certo Grunge. Impossibile poi resistere ai riflessi tribali, misteriosi e psichedelici di "Across The River" e della stupenda "The Great Spirit (Wakan Tanka)" che, dal deserto, ci trasportano sotto le vette delle Ande o nelle immense praterie del Nord America, comunque sempre accompagnati da sciamani, peyote e presenze ancestrali. Non è ancora finita perchè c'è ulteriore spazio per le lisergiche digressioni che chiamano a gran voce nomi come Colour Haze, Nebula e Hawkwind e che, nonostante risultino sparse un po' in tutta la tracklist, trovano la massima espressione nella conclusiva "Honeymoonflower", la sublimazione perfetta di un'onda quadra che stordisce e porta a conclusione il viaggio che, senza muovere un passo fuori di casa, ci ha fatto percorrere migliaia di chilometri tra spiagge californiane, deserti e distese sconfinate.

Come ebbi già modo di obbiettare in occasione dell'uscita del disco precedente, noto una sola falla nell'intelaiatura Gustnado: i pezzi più muscolari sarebbero assolutamente perfetti se accompagnati da una voce robusta e grezza che, a mio parere, sarebbe in grado di far esplodere del tutto il potenziale della proposta. A conti fatti, comunque, questa è un punto di vista che non incide sul giudizio più che ottimo che un album come "Slowdown To Survive" non può far a meno di ottenere. Insomma, amanti dello Stoner e amanti della buona musica, non fate i caproni e non esitate: Gustnado è una realtà che merita riconoscimento e supporto, è una realtà che può già fare capolino tra i nostrani "big" di questo tipo di musica. Credetemi, Gustnado è un cavallo vincente!

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