GVERR – Failed Philosophy

 
Gruppo: Gverr
Titolo:  Failed Philosophy
Anno: 2010
Provenienza:   Albania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Sprained Insticts
  2. Frozen
  3. Around Your Neck
  4. Victim Of Your Mind
  5. Euphoria
  6. Pain They Feel Turns Into Your Curse
  7. Failed Philosophy
  8. When You Could Be
DURATA: 35:54
 

Dal paese dell’aquila bicefala ci visitano i Gverr, un quartetto di Tirana. L’Albania è una piccola nazione che conta meno abitanti della Svizzera. Non ci si aspetterebbe mai d’incontrarvi gruppi metal, anche se già nel 1993 i Thunderway produssero un notevole disco di power metal ormai dimenticato. Torniamo al presente per occuparci di questa formazione fondata nel 2007 da Enea e Blandi sotto il nome Trout. I Gverr sono ancora senza contratto discografico.

Ascoltando i pezzi, noto subito che i musicisti indubbiamente conoscono i loro strumenti. Le piste sono variate e offrono all’ascoltatore riff che sfumano dal metal puro al neoclassico. Le singole canzoni sono a volte piccole sinfonie in cui durezza, pathos e melodia si danno la mano. I musicisti giocano sovente con la velocità che è mantenuta in un quadro medio-lento con passaggi più veloci che spezzano il tutto, risvegliando l’attenzione. La voce di Enea non è, come direbbero gli inglesi, "my cup of tea". Il suo timbro vocale appartiene a quella categoria che non mi stette mai a genio e mi dà soggettivamente l'impressione di mancare di carattere. Finalmente sta al pubblico ascoltare e giudicare. Temi come "Around Your Neck" o "Euphoria", quest’ultimo con un magnifico gioco di chitarre orientaleggiante, sono punte di diamante di questo lavoro autoprodotto. Scopro qui e là assoli di chitarra veramente belli. È piacevole che tutti gli strumenti siano degnamente rappresentati. Un pezzo solista di basso come in "Pain They Feel Turns Into Your Curse" non è comune oggi.

Qualche neo si trova a livello di originalità e di tono generale del disco. Intendo con questo termine la capacità di impegnare l’ascoltatore dalla A alla Z. Soprattutto l’inizio oscura il potenziale contenuto nel nocciolo del lavoro. Si trovano sfortunatamente parti che non brillano per la loro freschezza, anche se bisogna dire chiaramente che più passano i minuti, più l’udito trova piacere.

Che aggiungere? Siccome la massa di pattume presente sul mercato è più grande di quella che tempo fa farciva le strade di Napoli, mi sorprende che i Gverr non abbiano ancora trovato un’etichetta disposta a offrir loro un contratto. Un vero peccato.

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