HAEMMORRHAGE – Hospital Carnage

 
Gruppo: Haemorrhage
Titolo:  Hospital Carnage
Anno: 2011
Provenienza:   Spagna
Etichetta: Relapse Records
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TRACKLIST

  1. Open Heart Butchery
  2. Traumaggedon
  3. Resuscitation Manoeuvres
  4. Flesh-Devouring Pandemia
  5. Fomite Fetish
  6. Amputation Protocol
  7. 911 (Emergency Slaughter)
  8. Doctors Of Malpractice
  9. Tumour Donor
  10. Hospital Thieves
  11. Splatter Nurse
  12. Hypochondriac
  13. Ingreso Cadaver
  14. Necronatology
  15. Intravenous Molestation Of Obstructionist Arteries (O-pus VI)
DURATA: 36:23
 

Sono sempre affascinato dall’alta ricezione nelle regioni di lingua neo-latina per generi rumorosi ed estremi come gore-grind o death metal. La parte del leone la fecero solitamente i paesi sudamericani. La Spagna è piuttosto conosciuta per il calcio, le corride, il prosciutto e le parecchie stellette del porno che sono anche attive in Italia. Oltre a questi prodotti d’esportazione, in parte classici, ci sono anche alcuni gruppi validi come i nostri eroi Haemmorrhage. È interessante notare che la formazione non abbia subito cambiamenti di rilievo dai suoi esordi. La musica è altrettanto legata alle radici, continuando a massacrare timpani da più di vent’anni.

La Gran Bretagna produsse un vero nucleo terroristico, sputando quella feccia dei Carcass. Questa formazione, presa per i fondelli e denigrata al momento della sua presa di posizione musicale, fu in grado di produrre centinaia, forse migliaia, di cloni. Alcuni di essi non sopravvissero a lungo, altri, come gli Haemmorrhage, si tennero a galla grazie alla regolare pubblicazione di dischi privi di variazione tecnica ma imbottiti di spirito vero e di divertimento.

"Hospital Carnage" sembra non far eccezione alcuna. La copertina ostenta sfrontatamente un animo d’inizio Anni Novanta come poche altre ci riescono oggi. È chiaro che i creatori del prodotto non sono per nulla interessati a inserire accenni di progresso nel loro lavoro, limitandosi a continuare sul cammino che si è mostrato valido dagli inizî.

I trentasei minuti presentati qui sono un inno al "circle-pit" e ai nasi sanguinanti. È possibile essere più gore? Le chitarre sono quasi… "gutturali" in buono stile Carcass dell’epoca e la batteria rumorosa, quasi punk, mette in moto tutte le membra dell’amico di musica rozza sporca ed estrema. Titoli come "Intravenous Molestation Of Obstructionist Arteries" oppure "Amputation Protocol" sono un sogno per tutti gli appassionati di autopsie musicali.

Non posso dire altro: ascoltate e divertitevi!

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