Hænesy - Garabontzia

HÆNESY – Garabontzia

Gruppo:Hænesy
Titolo:Garabontzia
Anno:2021
Provenienza:Ungheria
Etichetta:Purity Through Fire
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TRACKLIST

  1. Fate Of The Depth
  2. Sinking Deep For A Hidden God
  3. Path To The Weeping Hollow
  4. Létrontás
  5. Drowning Of The Final Intellect
  6. The Archives
  7. Asphyxia
DURATA:43:58

Col termine manierismo, oltre alla corrente artistica predominante in Italia tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, orientata alla riproduzione di schemi e tecniche appartenenti al mondo classico, si intende in senso lato la riproduzione e l’imitazione di norme costituite all’interno di uno specifico campo artistico.

È esattamente manierismo la prima parola che mi è venuta in mente ascoltando il secondo album degli Hænesy, intitolato Garabontzia, prodotto da Purity Through Fire e uscito tre anni dopo il debutto. Gli ungheresi, infatti, non fanno altro che riproporre ad libitum poche idee, sicuramente di grande impatto, per tutta la durata del disco, le cui tracce finiscono con l’essere molto simili l’una all’altra, salvo qualche eccezione e variazione sul tema, come il quarto pezzo “Létrontás”, contenente un monologo di grande effetto anche per chi, come me, non annovera l’ungherese tra le proprie competenze linguistiche.

Pur se le premesse non sono delle migliori, Garabontzia non è assolutamente un brutto disco: per quanto tutte le tracce siano pervase dalla stessa atmosfera e costruite in maniera simile tra loro, sono caratterizzate da numerosi cambi di tempo, sovrapposizioni di melodie alquanto creative e da un’esecuzione impeccabile. Mi spiego meglio: gli Hænesy hanno trovato una formula vincente, dalla quale non si discostano praticamente mai, riproponendola in ogni traccia e finendo con lo stancare l’ascoltatore dopo quindici minuti.

Lo stile musicale degli ungheresi è un classico post-black metal atmosferico, caratterizzato da lente melodie di chitarre pulite adagiate su tappeti di distorsioni, una batteria che passa dal blast beat più canonico a momenti più lenti ma creativi e tecnici (basti pensare all’inizio di “The Archives”) e uno screaming lasciato volutamente in secondo piano per far spazio agli strumenti, veri protagonisti dell’opera. La perizia tecnica del trio è ben sottolineata e valorizzata da una produzione pulita che mette in primo piano le chitarre soliste, per la maggior parte del tempo poco o per nulla distorte ma ricche di delay e chorus.

In conclusione, Garabontzia potrà piacere agli appassionati di black metal atmosferico e post, che vi ritroveranno tutti gli elementi caratteristici arrangiati e suonati nella migliore delle maniere, o ancora a chi inizia ad approcciarsi al genere, del quale il disco è un perfetto concentrato. Meno contenti saranno invece coloro che si aspetteranno di trovare qualcosa di originale, creativo o memorabile, aggettivi sicuramente poco appropriati a descrivere un album che rischia di finire nel dimenticatoio, sommerso da tante altre uscite sicuramente più valide che hanno caratterizzato questo 2021, pur avendo richiesto notevoli sforzi in fase di registrazione e missaggio.

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