HAIDUK – Demonicon

HAIDUK – Demonicon

 
Gruppo: Haiduk
Titolo: Demonicon
Anno: 2015
Provenienza: Canada
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Syth
  2. Nazon
  3. Deamris
  4. Azyr
  5. Sarxas
  6. Corloch
  7. Nergion
  8. Vordus
  9. Xhadex
DURATA: 32:12
 

A tre anni dal valido "Spellbook", Luka Milojica e la sua creatura Haiduk tornano con un nuovo carico di merci occulte e demoniache da diffondere. Laddove in precedenza "Spellbook" ruotava intorno a — manco a dirlo — un insieme di incantesimi, "Demonicon" si concentra su una serie di creature demoniache.

Quali questi demoni siano, in verità, non è così semplice determinarlo, poiché i testi di Haiduk sono ancora più rarefatti che in precedenza (sebbene questa volta resi disponibili) e, soprattutto, manchi a supporto dei brani qualsivoglia spiegazione all'interno del libretto, dettaglio che aveva invece reso "Spellbook" particolarmente godibile ai più curiosi. Siamo così davanti a una serie di nomi che, stando alle parole dello stesso Milojica, rappresentano i demoni della dettagliata illustrazione di copertina, nati da un'idea dello stesso artista, che in "Demonicon" sembra voler iniziare a sviluppare un proprio «lore»; esperimento certamente non nuovo, ma sempre interessante (qualcuno ha detto Mechina?).

Come già in passato, tuttavia, il principale pregio del Nostro resta l'assoluta classe nell'inanellare uno dietro l'altro riff di chitarra al tempo stesso di facile presa e di ottima personalità; alla stessa stregua, come in passato, il principale difetto del Nostro è quello di non concedere a tutte le diverse parti del proprio lavoro la stessa importanza. Drum machine, basso e voce, quindi, sono sempre e comunque in secondo piano rispetto all'assoluta predominanza della chitarra, del suo incedere tagliente e delle sue sferzate al fulmicotone. Che questo sia un bene o un male non tocca a me dirlo, certo è che sarei molto curioso di vedere l'incontestabile abilità compositiva ed esecutoria di Milojica al servizio di una band completa, che sicuramente lo costringerebbe ad aggiungere, togliere e modificare qualcosa nel suo stile, completamente votato alla sei corde.

Al netto di questo potenziale inespresso, "Demonicon" rimane un prodotto di sicuro interesse per tutti gli amanti del death metal più quadrato e compatto, ma allo stesso tempo melodico e a suo modo fruibile. Insomma, un disco ben fatto, come il Male comanda.

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