Hail Spirit Noir - Eden In Reverse

HAIL SPIRIT NOIR – Eden In Reverse

Gruppo:Hail Spirit Noir
Titolo:Eden In Reverse
Anno:2020
Provenienza:Grecia
Etichetta:Agonia Records
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TRACKLIST

  1. Darwinian Beasts
  2. Incense Swirls
  3. Alien Lip Reading
  4. Crossroads
  5. The Devil’s Blind Spot
  6. The First Ape On New Earth
  7. Automata 1980
DURATA:42:45

Sono tanti i gruppi che, nel corso della loro carriera, si sono ritagliati uno spazio di tutto rispetto grazie alla commistione di generi più o meno lontani fra loro. Capita che alcuni di questi decidano a un certo punto di virare più decisamente verso uno dei due poli creativi: in mezzo a tanti risultati discutibili, c’è chi riesce egregiamente anche in questo passaggio, come i greci Hail Spirit Noir.

Il concept del nuovo Eden In Reverse è incentrato sul mito della creazione e del Paradiso dell’Eden, ma visto da un punto di vista evoluzionistico e darwiniano, narrato tramite un disco un po’ spiazzante. L’ormai sestetto di Salonicco ritorna sulle scene con un approccio molto più fedele al prog di un certo tipo, limitando le timide spruzzate di black metal a un paio di episodi isolati: i tempi di Pneuma sono lontanissimi e, a dirla tutta, anche quelli del superlativo Mayhem In Blue, risalente a quattro anni fa. I terreni solcati dagli Hail Spirit Noir del 2020 sono quelli del prog rock di fine anni ’70, con echi dei Pink Floyd di Animals, dei King Crimson e di krautrock. Non a caso la parte del leone — senza nulla togliere agli altri — la fanno i due tastieristi, lo storico Haris e il nuovo arrivato Sakis Bandis: dalla psichedelica “Darwinian Beasts” in apertura all’intermezzo “The Devil’s Blind Spot”, i sintetizzatori regalano suoni terrestri ed extraterrestri, che conferiscono a Eden In Reverse una certa immediatezza nonostante le composizioni a tratti complesse. Preso atto di questo elemento pressoché costante e mutevole all’occorrenza, il resto trova il suo posto in maniera ragionata, con tutti gli strumenti perfettamente bilanciati sia a livello di composizione che produzione, comprese le notevoli parti di chitarra solista di J. Demian a suggellare certi momenti senza mai strafare.

Alcuni episodi sono particolarmente degni di menzione: il primo è “Crossroads”, il classico singolone da radio ma con classe che si ficca in testa senza più uscirne e che in questo caso ha l’ospitata di Lars “Lazare” Nedland come valore aggiunto, a dare un’aria borknagariana con la sua voce inconfondibile; altri sono i pezzi in cui l’aggressività del gruppo torna a farsi sentire, pur senza sfociare esplicitamente nell’estremo e con voci completamente in pulito (altro elemento di spicco con le belle armonizzazioni sparse lungo i circa quaranta minuti di durata). “Incense Swirls” e, soprattutto, “The First Ape On New Earth” potrebbero essere definiti come una sorta di heavy-prog, con accenni anche agli Oranssi Pazuzu nei frangenti più caotici e ossessivi. In chiusura, la lunga e maestosa “Automata 1980”, perfetta per porre il sigillo finale con un piglio quasi sinistro, ma che lascia anche spiragli di luce.

Eden In Reverse è un disco che — come detto — è molto diverso dai precedenti, ma non è del tutto inaspettato vista la natura fuori dagli schemi degli Hail Spirit Noir. Probabilmente un gradino sotto Mayhem In Blue, ma a conti fatti un lavoro di una classe sopraffina. Avercene di gruppi così.

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