HALLATAR – No Stars Upon The Bridge

 
Gruppo: Hallatar
Titolo: No Stars Upon The Bridge
Anno: 2017
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Svart Records
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TRACKLIST

  1. Mirrors
  2. Raven's Song
  3. Melt
  4. My Mistake
  5. Pieces
  6. Severed Eyes
  7. The Maze
  8. Spiral Gate
  9. Dreams Burn Down
DURATA: 40:28
 

Lo scorso anno il debutto dei Trees Of Eternity fu salutato con pareri unanimamente positivi da pubblico e critica, oltre che con grande cordoglio per la morte della cantante Aleah Stanbridge, avvenuta poche settimane prima della pubblicazione dell'album. In reazione al suo lutto, Juha Raivio ha interamente composto la musica di questo disco-tributo alla sua compagna di band e di vita a partire proprio da alcuni testi e poesie da lei lasciati.

Il chitarrista degli Swallow The Sun, che qui si occupa anche di tastiere e basso, ha poi chiesto l'aiuto dei suoi due amici e colleghi Tomi Joutsen e Gas Lipstick, rispettivamente cantante degli Amorphis e storico batterista degli H.I.M., per completare la formazione e iniziare i lavori. "No Stars Upon The Bridge" è il risultato finale, ed è struggente e profondo esattamente come ve lo aspettate.

È sempre molto difficile affrontare dischi di questo calibro, perché — oltre che artisticamente — sono importanti sul piano umano; ci sono momenti, durante l'album, in cui il dolore, il vuoto provato da Raivio è quasi palpabile. Il tocco del chitarrista è delicato e profondo al contempo, ora con un arpeggio ripetuto, ora con un riff monolitico. Le melodie sono scarne, asciutte, terribilmente efficaci, e lasciano centralità alle parole di Aleah, per l'occasione interpretate da un Joutsen in forma strepitosa. Sono sempre stato un fanboy degli Amorphis, sia nella loro veste originale che in quella attuale, e le capacità del cantante finlandese non dovrebbero sorprendermi, ma ogni volta mi stupisco della naturalezza con cui riesce a passare dal growl più profondo alla voce più pulita, calda e cristallina allo stesso tempo; con gli Hallatar si esprime con una potenza e varietà difficilmente toccate dagli Amorphis in tempi recenti.

Da segnalare anche l'apporto di Heike Langhans, (ormai non più tanto) nuova cantante dei Draconian di Johan Ericson, nonché connazionale della stessa Aleah e a sua volta trasferitasi in Scandinavia: la bella sudafricana duetta con Joutsen su "My Mistake". Ancora, vale la pena segnalare una cosa abbastanza inusuale per un album dalla visibilità tutto sommato contenuta come questo, ossia che esistono ben due videoclip; oltre a "My Mistake", ne è stato realizzato uno per "Mirrors", diretto da Vesa Ranta, batterista dei compianti Sentenced e oggi affermato fotografo e regista.

L'aspetto testuale del disco, che ne costituisce poi il vero fulcro e ricordo di Aleah, è invece semplicemente impossibile da affrontare: sono i versi di una donna che parla dei propri errori, delle proprie speranze e delle proprie debolezze, e cui non potrà più rimediare, che non potrà più coltivare. L'unica conclusione possibile la lascio alle parole di Juha Raivio stesso, con cui ha voluto concludere il comunicato che accompagna "No Stars Upon The Bridge": «Nel cielo sopra il ponte non è rimasta alcuna stella a illuminare la via, ma la musica rimarrà sempre una luce, seppur fioca, anche nella notte più buia».

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