HAMMER OF GORE – Uglified

HAMMER OF GORE – Uglified

Informazioni
Gruppo: Hammer Of Gore
Titolo: Uglified
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/hammerofgore
Autore: Mourning

Tracklist
1. Stump
2. Zombies In The Morgue
3. Delete Your Brain
4. Worship The Kill
5. Desire To Rot
6. Secondhand Life
7. Bonesaw
8. Eaten By Parasites
9. Splatter & Beer
10. Hammer Of Gore
11. Cannibalistic Shitlover
12. Prenatal Alcoholic

DURATA: 38:34

Ricordate “A Qualcuno Piace Caldo”? Nel caso non lo sapeste, è un celebre film di Billy Wilder con attori del calibro di Jack Lemmon e Tony Curtis, oltre a una splendida Marylin Monroe. C’entra qualcosa con la recensione? Non direi, però ascoltando certi dischi si potrebbe parafrasarne il titolo facendolo divenire “A Qualcuno Piace Zozzo” o “A Qualcuno Piace Morto”, in maniera più congrua all’ascolto di gentaglia “delicata” come una pietra tombale in stile Hammer Of Gore.
È bello sentire gli amici che parlano di techno death, è bello leggero su Internet che gli ascoltatori di generi ibridi e ultratecnici aumentano, però per quanto possa appassionarmi ai suddetti generi ho sempre bisogno di tornare all’ovile, al buon vecchio, rancido, putrescente e schifosamente mortifero death metal, è proprio per questo che un album come “Uglified” diviene un piacere elementare da gustare con la dovuta calma.
La band, nata come Infected nel 2009, è solo nel successivo 2010 che assume il nome Hammer Of Gore, probabilmente i musicisti tedeschi si rendono conto di avere messo su il progetto con due decadi di ritardo, sembra infatti d’avere a che fare con una prestazione che adora la putrefazione, l’ironia macabra e l’horror mood di fine anni Ottanta e inizio anni Novanta, con nomi quali Cannibal Corpse e Necrophagia a fare da capofila.
Non nego poi che qua e là ci siano delle impronte svedesi, soprattutto per quanto concerne l’aspetto groove e partiture che death’n’roll che potrebbero ricordare gli Entombed, mentre per rimanere a nomi più attuali, rispetto a quelli sinora chiamati alla sbarra, i Six Feet Under e gli ancora più odierni Facebreaker non sarebbero da escludere dalla partita.
Un platter simile ti fa godere a manetta perché ci va giù pesante, non gli interessa nulla di pensare a chissà quale svolta stilistica o a come muoversi di traccia in traccia proponendo qualcosa di diverso, è un’ondata unica che ti si schianta contro, infilando uno dietro l’altro pezzi in stile mattone conditi da tirate assassine e da quell’alone di mortifero che ti fa dire “cazzo finalmente niente piri piri, tastiere e produzioni al silicone”.
“Uglified” è reale, è death metal genuino, imperfetto, suonato pestando e triturando le chitarre, ammassando groove su groove, dando spazio a movenze lente e lancinanti, lasciando che il growl s’impadronisca della scena gorgogliando e scendendo giù, ancora più giù. Del resto come si fa a non godere di tracce come “Zombies In The Morgue” (cliché dei cliché? ma chi se ne frega), “Worship The Kill”, “Bonesaw” e “Splatter & Beer” (probabilmente un invito a tirar fuori i film di Peter Jackson ed ettolitri di bionda)? Le ascolti e riascolti pur sapendo che sono figlie di figli di… ed è proprio per quello che piacciono, perché non inventano nulla ma sono death metal fino all’osso, non c’è quella fottuta patinatura da pornostar rifatta che va sin troppo di moda.
Il digipak è adornato da immagini di scheletri, mi sarei sorpreso se fossero mancati, molto semplice con le sue tinte cromatiche nere e verdi che liberano un po’ di bianco soltanto per dare risalto al logo del gruppo e ai titoli dei pezzi sul retro. È questa “la tomba” che contiene il cd di “Uglified”, per coloro che amano il genere un acquisto che consiglio di fare.

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