HAMNSKIFTE – Födzlepijnan

HAMNSKIFTE – Födzlepijnan

Informazioni
Gruppo: Hamnskifte
Titolo: Födzlepijnan
Anno: 2010 – ristampa 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Starlight Temple Society – ristampa Myrkr
Contatti: hamnskifte.bandcamp.com
Autore: Insanity

Tracklist

1. –
2. Ther Skall Wara Gråt Och Tandagnisslan
3. Wäsende
4. Foglarna Warda Fångna Medh Snaror
5. Dageligh Beredelse Emoot Döden
6. Uthi Thet Ytterste Mörckret

DURATA: 41:58

HAMNSKIFTE - Födzlepijnan Ricordate la Starlight Temple Society? Era una label che pubblicò album di band quali Velvet Cacoon e Nightbringer, purtroppo non più attiva. Tra i lavori rilasciati sotto questa etichetta a quanto pare c’è “Födzlepijnan” degli Hamnskifte: di questa band sappiamo pochissimo, solo che è un duo e a quanto sembra sarebbe originaria della Svezia. Il disco in questione, datato 2010, è stato ora ripubblicato sotto Myrkr.
La proposta è particolare, è un bel mix di elementi: citando le influenze che gli stessi Hamnskifte menzionano, troviamo una base che prende ispirazione dai Trollmann Av Ildtoppberg e dagli Earth a cui vengono applicate la ripetitività ossessiva e ipnotica di Burzum e una generale lentezza a due facce, una pachidermica e solenne in stile Skepticism e una più malinconica alla Low. E non finisce qui, questi sono solo i pilastri che sostengono l’intera struttura ma sono presenti numerosi elementi che fanno riferimento ad altri generi, la seconda traccia “Ther Skall Wara Gråt Och Tandagnisslan” ad esempio ci porta in un’atmosfera per nulla lontana da certo Post-Rock, la successiva “Wäsende” mi ha ricordato fin da subito la malinconia senza speranza degli ungheresi Öröm, “Foglarna Warda Fångna Medh Snaror” si avventura in territori più propriamente (Funeral) Doom per poi sfociare in un Dark Ambient meditativo, mentre “Dageligh Beredelse Emoot Döden” si mostra costituita da chitarre dal suono rockeggiante e percussioni quasi tribali. Tutto ciò inzuppato in un’atmosfera dal sapore fortemente medievale che si fa sentire per tutta la durata del lavoro, che si chiude con i dodici minuti di Drone da contemplazione profonda di “Uthi Thet Ytterste Mörckret”.
Gli elementi in effetti sono tanti, sono però usati e uniti veramente bene: il disco scorre senza intoppi, non si perde in passaggi sconclusionati ma anzi riesce ad avere un filo conduttore solido e costante. “Födzlepijnan” è uno di quegli album che bisogna ascoltare dall’inizio alla fine entrandoci in sintonia e lasciandosi trasportare nella sua dimensione parallela; non bisogna ascoltarlo perchè si vuole ascoltare un certo genere o un certo tipo di musica, bensì è necessario avere “semplicemente” il desiderio di distaccarsi da questo mondo. A molti non risulterà un disco facile, per chi invece è avvezzo a questo tipo di atmosfere che possono ricordare in qualche modo i Ginnungagap e realtà similari potrebbe essere un ascolto molto piacevole. Piccola nota che può renderlo ancora più interessante: sono state usate percussioni inventate e costruite dalla band stessa, questi esperimenti sono sempre piacevoli, no?

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