HARASAI – The I – Conception

 
Gruppo: Harasai
Titolo:  The I – Conception
Anno: 2010
Provenienza:  Germania
Etichetta: Firefield Records
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TRACKLIST

  1. The Chosen Way
  2. …Into Oblivion
  3. A Constant Disbelief
  4. Silent Murder
  5. I – Conception
  6. The Void Within
  7. Hour Of The Dead Eyes
  8. Spearhead Of Storms
  9. Destructive Masquerade
  10. This Endless Road
DURATA: 44:36
 

Gli Harasai sono una delle tante band che popola il sempre fiorente underground tedesco, la formazione composta da musicisti attivi all'interno della scena in svariati gruppi sia thrash che death e suona un death melodico di stampo svedese moderno, ma neanche troppo.

Tralasciando gli attimi rilassati che regalano in fase iniziale e centrale le divagazioni acustiche in "The Chosen Way" e "The Void Within", gli strumentali del lotto, è percettibile a più riprese la derivazione dai Dark Tranquillity nelle tendenze progressive in cui il riffing dei ragazzi s'imbarca, più che discrete le prove di brani come "Into Oblivion" e "I – Conception" dove un' altra realtà ormai defunta, gli In Flames (ah non sono ancora splittati? Cavolo mi spiace per loro, sarebbe anche ora lo facessero), ogni tanto fan capolino e una "A Costant Belief", traccia migliore del lavoro, che evitando le aperture più sfrontatamente catchy può ritenersi un' ottima composizione in scia "Damage Done".  Suono questo che si palesa e risulta essere un percorso battuto e ribatutto, ma a cui almeno viene data un'esposizione ricca fatta di scariche in blast, melodie accattivanti e voce pulita che fortunatamente non scade nei livelli da starlette pop (chi urla Sonic Syndicate?).

No, gli Harasai quando c'è da pestare lo fanno e "Silent Murder" come "Spearhead Of Storms" e "Destructive Masquerade" non si tirano di certo indietro nel supportare tale idea, il saper offrire bastone e carota all'ascoltatore è piacevole per chi ancora abbia voglia di far girare nel proprio stereo lavori che si possano considerare di death melodico e non prettamente inutili operazioni commerciali.

Che il riferimento sonoro costante di "The I – Conception" sia la stagione compresa fra il 1998 e il 2002 vi sarà chiaro dopo uno, massimo due ascolti, hanno recepito bene la lezione tant'è che il disco scivola via senza grossi intoppi se non quello che vi farà chiedere più volte dove abbiate già sentito questo riff o questa parte, il déjà vu è automatico e inevitabile, tuttavia non estremamente penalizzante.

Rimangono da citare ancora gli altri due momenti positivissimi insiti in scaletta che con "A Costant Belief" danno vita alla triade che ne sorregge le sorti: "House Of The Dead Eyes", ennesima scarica adrenalinica con ritornello da intonare a squarciagola e la conclusiva "This Endless Road", traccia che nei suoi otto minuti dimostra quanto meno che la voglia di andare oltre i soliti clichè c'è anche se il risultato è forse troppo stirato, leggermente accorciata avrebbe avuto un'incisività più netta e importante.

Prodotto dal folletto Dan Swanö nei suoi Unisound con discreta resa (ma onestamente dalle mani del signore in questione ho onestamente udito altro tipo di lavori levigati e sfornanti altra potenza sonora), "I – Conception" è un album piacevole, non rivoluzionerà il mondo metal, tuttavia possiede le caratteristiche per farsi apprezzare dagli appassionati del filone melodico. Gli Harasai sono rimasti fedeli a una linea stilistica che non indossa spudoratamente il bollino: only for 14-16 years old guy, meno male.

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