Harkane - Fallen King Simulacrum

HARKANE – Fallen King Simulacrum

Gruppo:Harkane
Titolo:Fallen King Simulacrum
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Dusktone
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Requiem For A Heretic
  2. Caligula
  3. Dajjal
  4. Hidden Amongst The Ruins Of Ur
  5. La Fraude des Siécles
  6. Fallen King Simulacrum
  7. Dakhma
  8. Nemontemi
  9. Howler In The Darkness
DURATA:47:45

Vicende storiche, credenze religiose e suggestioni letterarie si intrecciano all’interno di Fallen King Simulacrum, il primo full length degli Harkane. Il quartetto veneto si è formato circa un lustro fa e vede alternarsi la voce della bassista e pianista Ayssela con quelle del chitarrista Kvarn e del chitarrista-tastierista Paimon, mentre alle percussioni troviamo Damned.

Per quanto riguarda l’aspetto concettuale, Fallen King Simulacrum ci fa intraprendere un viaggio che tocca diverse epoche storiche, concentrandosi sia su personaggi realmente esistiti, sia su figure maggiormente legate all’ambito letterario o religioso. Sfogliando il booklet, si scopre che ognuna delle tracce viene introdotta da una citazione attribuita a un individuo del passato, da Caligola a Napoleone, passando per Hernan Cortés, Ciro il Grande e Maometto. Leggendo con attenzione i testi, traspare inoltre la meticolosità del lavoro degli Harkane, con un occhio di riguardo ai dettagli: ad esempio “Howler In Darkness”, che tratta di Alla Xul, il Dio Maligno sumero, contiene la formula «Edin na zu! Barra asbu!», utilizzata nei rituali per scacciare i demoni.

Un corpus narrativo così consistente andrebbe decisamente a braccetto con sonorità altrettanto maestose, solenni e dense di pathos: gli Harkane sembrano avere ben chiara questa consapevolezza, dal momento che hanno optato per un sound sinfonico e corposo, in cui coesistono momenti in cui il riffing richiama maggiormente il death e altri dove domina l’oscurità reverenziale del black sinfonico. Complessivamente, forse la proposta  manifesta eccessive similitudini con mostri sacri come Septicflesh, Dimmu Borgir e (soprattutto nel growl) Behemoth, però non significa che manchi la personalità, dal momento che i brani di Fallen King Simulacrum diversificano il linguaggio sonoro in base alla tematica trattata. Così “Dajjal”, che fa riferimento al mentitore o falso Messia dell’escatologia islamica, vede la presenza di atmosfere maestose che mi hanno fatto pensare alle suite dei Nile come “Unas Slayer Of The Gods”, oltre a scale chitarristiche decisamente ispirate al patrimonio musicale che ha plasmato Melechesh e altri gruppi della scena mediorientale e asiatica; “Nemontemi”, invece, è un brano dedicato ai giorni più nefasti del calendario azteco e contiene un inserto prettamente strumentale che sembra rievocare proprio le civiltà precolombiane. Fra i brani maggiormente riusciti a mio avviso rientrano anche la strumentale e malinconica “La Fraude Des Siécles” e la title track, nella quale appaiono momenti epici e quasi teatrali che mi hanno ricordato certi passaggi di The Varangian Way dei Turisas.

Fallen King Simulacrum costituisce una solida opportunità per scoprire una valida band italiana che, pur non eccedendo dal punto di vista dell’originalità sonora, ci consegna una prova esauriente della sua identità attuale, nonché un buon pretesto per riscoprire alcune delle pagine più oscure della Storia che contemplano sia vicende reali che il mondo trascendente delle divinità.

Facebook Comments