HATE IN FLESH – Wandering Through Despair

HATE IN FLESH – Wandering Through Despair

Informazioni
Gruppo: Hate In Flesh
Titolo: Wandering Through Despair
Anno: 2011
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/hateinflesh
Autore: Mourning

Tracklist
1. Wandering Through Despair
2. Rebirth Of Rotten Souls
3. Grinder Machine
4. Second To The End
5. My Last War
6. Hate Me
7. Lost
8. Trigger
9. Memories
10. Dead Man

DURATA: 44:50

HATE IN FLESH - Wandering Through Despair Parlando di Metal il Portogallo è una terra conosciuta sicuramente per i Moonspell, per una serie di band black fra cui i Corpus Christii e che negli ultimi anni sta provando a più riprese a dar sfogo un po’ a tutti i generi, dal classic al power passando per lidi death metal, in quest’ultimo filone, seppur si parli del settore melodico, s’inseriscono gli Hate In Flesh.
E’ complicato oggi più che mai ritagliarsi un piccolo spazio in un panorama come quello del melodic-death, l’ondata post-2000 è stata talmente tanto produttiva e con risultati frequentemente poco lusinghieri ed evitabili che l’approcciare l’ennesimo album che si rifà al sound “made in Sweden” mette già ansia.
“Wandering Through Despair” si apre con una titletrack figlia dell’ accoppiata Dark Tranquillity/Scar Symmetry orchestrata, impostata ed eseguita con una perizia e una dose di “epicità” ben incastonate sul riffing portante che mi fanno emettere un bel respiro di sollievo.
La formazione non è prettamente “fedele” agli stilemi del sound plastificato e infiocchettato di molti loro colleghi, il rimando a certe soluzioni di stampo carcassiano favorisce un sostanzioso indurimento del sound che pur mantenendosi costantemente attraversato dalle melodie acquista peso nella sezione impatto, pestano e già con la seconda in tracklist “Rebirth Of Rotten Souls” questo cambio deciso diviene evidente.
Tale virata in corsa rivelerà in pratica le reali intenzioni degli Hate In Flesh che metteranno in mostra del buon groove, cambi di tempo indovinati e una serie di brani da headbanging quali “Grinder Machine”, “My Last War”, “Hate Me”, con una band che sfodererà comunque le migliori armi nel momento in cui l’impronta swedish emergerà in maniera più prepotente.
Da rimarcare le prestazioni del cantante Maiko Ramos non ancora perfetto ma grintoso e dotato di un discreto growl/scream, mentre il supporto delle chitarre in ambito solistico e il movimento percussivo che da vita alle basi sono in piena fase evolutiva, il primo dei due aspetti fa rilevare però una personalità spiccata.
“Wandering Through Despair” ha tutto ciò che si cerca in una release del genere, discrete quantità d’atmosfera (“Trigger”), una preparazione compositiva ed esecutiva più che soddisfacente, una produzione non male anche se al rullante si sarebbe potuto assegnare un suono decisamente più sostanzioso.
C’è sempre quell’ombra costituita da una serie infinita di deja-vù che come un mattone pesa grevemente sulla longevità della massa di produzioni che lo stile sforna, gli Hate In Flesh hanno però una marcia adrenalinica e una voglia di spingere sull’acceleratore che offrono loro qualche chance in più, un’altra formazione a cui prestare attenzione.

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