HATETREND – Violated

 
Gruppo: Hatetrend
Titolo:  Violated
Anno: 2011
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
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TRACKLIST

  1.  Freeyourself
  2. BreakNeck
  3. Borrowed Time
  4. The Chemical Me
  5. Violated
  6. Ice Cold
  7. This Is The Suffering
  8. Disciple
  9. Introducing Me
  10. Weak
DURATA: 40:24
 

Quando ho ascoltato per la prima volta "Violated" non ho letto i crediti del disco, l'ho messo direttamente su e alla fine ho pensato: carino, classico disco di post thrash/groove in certi momenti al limite col death. Lo stampo è americano ed è quello che gli Hatetrend propongono con l'unica nota particolare che il gruppo è geograficamente lontano da quei luoghi, si tratta infatti di musicisti finnici.

Provengono infatti dalle terre fredde che poco hanno a che fare con il suono di gente come Metallica, Pantera, Machine Head primordi, Sepultura e i più moderni Lamb Of God, le influenze però di queste band (chi più, chi meno) sono presenti ed è evidente che ci sia una passione pure per i Testament. Questa prende largo soprattutto quando il cantante Markus Mutta si lascia andare nei ritorenlli più fruibili e nelle fasi gutturali profonde ricordando seppur alla lontana (e certe volte neanche tanto) Chuck Billy.

È una proposta onesta e priva di sovrastrutture quella insita in "Violated", dieci tracce, molte delle quali appartenenti al bagaglio storico della formazione — "Borrowed Time", "Free Yourself", "Ice Cold", "This Is The Suffering", "Introducing Me" e "Weak" — già inserite nei lavori passati, gli ep "Abandoned" (2006) e "Borrowed Time" (2007), qui rivitalizzate e dotate di una produzione più accurata che fornisce una resa più solida e un piglio più deciso.

La derivazione non è purtroppo evitabile o celabile, facendo girare una "BreakNeck" in alcuni momenti mi è sembrato di avere all'orecchio una parziale sorella minore della fantastica "Laid To Rest" dei ragazzi di Ritchmond, déjà vu similare che mi colpì con la conclusiva "Weak", mentre un brano come "Borrowed Time" prende vita come fosse uscito dal periodo death'n'roll dei Carcass per poi virare su territori molto melodici e sfondare con il ritornello in stile Testament.

Il lavoro per la sua attitudine moderna e la carica di groove sostanziosa sarà di sicuro gradimento per la stregua di seguaci di tale scia sonora, fila bene, alterna fraseggi pesanti e possenti con altri da canticchiare liberamente senza porsi troppo il problema. Il problema se lo porranno invece gli old schooler nell'incrociare "Freeyourself", "Violated", "Introducing Me", "This Is The Suffering" che per quanto diano delle botte di sicuro impatto, lasciano spazio a quelle aperture di voce pulita che faranno storcere loro il naso, l'ultima citata, tralasciando uno squarcio veramente breve che si rivolge in quella direzione, è una badilata non da poco e con pezzi quali "Ice Cold" e "Disciple", l'assolo incastonato in questa canzone è adrenalina pura, forma un trittico spaccaossa.

Tirando le somme, prendendo in considerazione che troppe volte le uscite di questo tipo si assomigliano per non dire che si clonano a vicenda, gli Hatetrend con "Violated" sono riusciti nel creare dei pezzi che per, quanto debitori alla scena metal che noi tutti conosciamo, possiedono il pregio d'avere delle ritmiche e delle linee di voce che durano nel tempo, si fanno ricordare, modo adatto di farsi godere se accompagnati dalla giusta dose alcolica. Che amiate o odiate il genere prima di scartarli un ascolto approfondito fossi in voi lo darei.

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