HEADHUNTER D.C. – …In Unholy Mourning…

 
Gruppo: Headhunter D.C.
Titolo: …In Unholy Mourning…
Anno: 2012
Provenienza: Brasile
Etichetta: Undercover Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Rotten Death Prayer
  2. Dawn Of Heresy
  3. Cursed Be Thou
  4. Deny The Light
  5. A Dream of Blasphemy
  6. Hail The Metal Of Death!
  7. Into The Nightmare [cover Thrash Massacre]
  8. Unexorcised (Haunting Your Exorcist)
  9. In Unholy Mourning
  10. Lightless…
  11. Summoned To Hell [cover Mortem]
DURATA: 59:53
 

Appena sento nominare il Brasile in ambito metallico, mi si alzano le antenne: sono troppi i gruppi di alto livello che giungono da lì. Gli Headhunter D.C. mi sono sconosciuti, ma dopo qualche clic apprendo che questa formazione Death esiste ormai dalla metà degli Anni Ottanta, con all'attivo cinque dischi di lunga durata, oltre a diversi split, live ed EP. L'etichetta tedesca Undercover Records si occupa della distribuzione europea di questo disco che è anche una sorta di medaglia per una carriera venticinquennale.

Le tracce parlano una lingua chiara e dunque non ci si può sbagliare: questo è Death Metal classico privo di compromessi, denso e accompagnato dalla voce gutturale di Sérgio Baloff che a tratti ricorda Kam Lee. Lo stile piacerà agli amici di Malevolent Creation, Incantation e Immolation. La ritmica tecnicamente robusta si diverte a passare più volte da parti veloci ad altre lente e davvero grevi. Cori ben piazzati rilevano la marzialità di alcuni ritornelli come in "Deny The Light", mazzata nei denti che offre tratti pesantissimi spinti da una doppia cassa inesorabile e uno dei tanti begli assoli di chitarra che potrete incontrare ascoltando questo lavoro. Il quintetto mostra di sapere come attaccare timpani e cervicali del pubblico fanatico di Death Metal, sfornando una granata dopo l'altra.

È davvero tutto oro ciò che luccica? Onestamente, il livello tecnico dei musicisti è davvero alto e dunque avrei preferito se gli Headhunter D.C. avessero rinunciato alle cover e alla sesta traccia (composta nel 2007), che stona un poco con il suo tocco Thrash, per limitarsi ai pezzi recenti, garantendo così una linea stilistica coerente. Personalmente dopo metà disco inizio ad annoiarmi proprio a causa di quei cambiamenti repentini e perdo il gusto dell'ascolto, ma sono convinto che i meno pignoli fra voi lo gradiranno.

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