HEDON CRIES – The End Of The Path Is Nigh

 
Gruppo: Hedon Cries
Titolo:  The End Of The Path Is Nigh
Anno: 2011
Provenienza:  Grecia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Like Snow In Her Hand
  2. In Deep Red
  3. Your Morbid Figure
  4. Four Tears, Four Daemons
  5. I Hate You
  6. Forgotten Beauty
  7. Never Again
  8. In A White Page
  9. Touching The Void
DURATA: 41:48
 

C'è chi la propria strada se la crea, c'è chi invece segue un sentiero già tracciato da altri. C'è chi verrà ricordato per aver tentato, sperimentato, osato, mentre c'è chi non ha mire ambiziose, limitandosi a fare la propria parte, all'ombra di qualcuno. Da questa banale premessa non si può prescindere approcciandosi a questo nuovo, terzo lavoro della formazione ellenica rilasciato nell'insolita forma del download gratuito cui, stando alle voci e all'impostazione delle grafiche, seguirà una stampa su solo vinile; il gruppo, forte ormai di una consolidata esperienza dentro e fuori dagli studios, non si prefigge alcun traguardo che vada oltre l'esprimere le proprie urgenze artistiche ("What's most important for Hedon Cries is to manage to emit their feelings through their music. They intend to nothing else.").

Queste ammissioni permettono due considerazioni in un certo senso speculari: la prima è che, consapevolmente, il gruppo non cerca di proporre niente di nuovo rispetto a quanto siamo ormai abituati a sentire da anni, mentre la seconda è che non tutte le formazioni, dopo dieci anni di attività, sono ancora in grado di porsi con tanta umiltà ed onestà intellettuale sul mercato, o qualunque sia la categoria in cui si può definire il free download.

Con queste considerazioni iniziali ben presenti, ecco che "The End Of The Path Is Nigh" assume toni e colori diversi dal solito disco death melodico misto doom scritto a tavolino per fare cassa sui metallari sprovveduti. Pesantemente debitore di blasonate formazioni doom quali Paradise Lost e My Dying Bride nelle atmosfere e nelle dilatazioni, e in alcuni casi un po' di più (i primi venti secondi di "In Deep Red" sono una non velata citazione, se non sfacciatissimo plagio di… scopritelo voi), il lavoro si attesta per la sua più gran parte lungo la scia di quel death melodico di matrice nordeuropea che dal finire degli anni '90 ad oggi si è imposto, commercialmente e non, sulla scena. Le non centellinate accelerazioni sono tutte dedicate ai vari Soilwork, Gardenian, Insomnium, Eternal Tears Of Sorrow e quanti altri possano venirvi in mente; non sento invece la particolare influenza di Dark Tranquillity ed At The Gates, che la band nomina tra i propri primi numi tutelari, in quanto il suono dei greci è molto più levigato e lento, genericamente meno "malvagio" e più canonicamente orientato nell'utilizzo delle tastiere.

Le voci, invece, opera del nuovo cantante Christos Aidonis (che a orecchio direi fan dei Septicflesh) registrate a parte, non sempre risultano limpidissime a causa di alcune scelte di produzione non in grado di valorizzarle e farle svettare sulle chitarre, in certe situazioni troppo protagoniste; ma è una cosa decisamente minore, e per essere un disco completamente autofinanziato, tanto di cappello.

Dal punto di vista tematico, di nuovo, ecco ripresentarsi tutta la serie di argomenti più cara al genere: malinconia, decadenza, sogno, desiderio nel senso più artistico del termine. Tutto compiutamente rimestato e servito su un piatto più che apprezzabile: dal rifferama accattivante (eppur non nuovo) alle strutture in bilico tra down e up-tempos (tuttavia già note), trame ordite nella loro totalità dal chitarrista fondatore Christopher Boufas, il quale si è occupato anche delle registrazioni di buona parte degli strumenti.

Sta a voi decidere, insomma, se supportare gli Hedon Cries scaricando o meno "The End Of The Path Is Nigh", ma non è una decisione ardua: se qualcuno dei nomi in questa breve analisi del disco è ospite fisso del vostro stereo o del vostro iPod, il sestetto greco vi piacerà, altrimenti passate oltre, che qui non troverete nulla che non abbiate già sentito.

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