Hegemon - Sidereus Nuncius | Aristocrazia Webzine

HEGEMON – Sidereus Nuncius

Gruppo: Hegemon
Titolo: Sidereus Nuncius
Anno: 2021
Provenienza: Francia
Etichetta: Les Acteurs De L’Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Heimarménè
  2. Mellonta Tauta
  3. Shamanic Cosmocrator
  4. Ascendency Of Astral Chaos
  5. Shape Shifting Void
  6. Ad Astra Per Obscura
  7. Black Hole Womb
  8. Your Suffering, My Pillars
DURATA: 43:22

Gli Hegemon sono un nome di culto dell’underground transalpino: la band di Montpellier diffonde il verbo della Nera Fiamma dal lontano 1996, ma se ne sente parlare di rado, e la nutrita discografia che si è andata formando in questo quarto di secolo ha finito con l’essere un segreto piuttosto ben custodito. Nella miriade assolutamente senza senso di uscite del 2021, anche Sidereus Nuncius rischia di passare un po’ troppo inosservato, eppure sarebbe un errore.

A sei anni dal precedente The Hierarch, i francesi tornano con un album convincente in tutto e per tutto, dalle idee chiare e dalla forza dirompente. Come scritto nella loro stessa biografia, gli Hegemon non hanno mai avuto piani diversi dal suonare black metal, e questo è chiarissimo ascoltando qualsiasi delle diverse produzioni della band nella sua ormai lunga vita. Dall’esordio Chaos Supreme (Sacral Productions, 2000) fino alle due uscite per Season Of Mist, Contemptus Mundi (2008) e The Hierarch (2015), il quintetto ha sempre mantenuto una grande coerenza stilistica, pur arricchendo via via il proprio sound di dettagli e sfumature.

Sidereus Nuncius prosegue il percorso di crescita degli Hegemon, rimanendo comunque sempre saldamente ancorato alle proprie origini, quelle del black metal anni ‘90 con una forte componente melodica, una produzione fredda come l’Antartide e molta antipatia per la religione e la cultura di massa. Lo stesso titolo, Sidereus Nuncius, è una forte presa di posizione in questo senso, essendo un omaggio al trattato che Galileo pubblicò nel 1610, dopo aver perfezionato il primo telescopio e con esso svolto analisi e osservazioni sui corpi celesti che contribuirono a mettere in crisi la concezione geocentrica dell’universo.

Forte di una collaborazione e comunione d’intenti tra i propri tre membri fondatori che dura da un quarto di secolo, gli Hegemon sono in grado di creare musica ispirata e immaginifica, in cui valanghe di riff accompagnano urla che discutono il cosmo e le sacre scritture. Meno epici e più granitici dei loro connazionali Seth, cui spesso vengono accostati (forse anche per la lunghissima gavetta e i pochi consensi raccolti nonostante una discografia più che valida), i veterani di Montpellier danno alle stampe un album che farà la felicità di qualunque blackster che si rispetti.

Oculus habent et non videbunt.