HEL – Das Atmen Der Erde

HEL – Das Atmen Der Erde

 
Gruppo: Hel
Titolo:  Das Atmen Der Erde
Anno: 2012
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Wo Die Tannen Thronen
  2. Wagemut
  3. Von Reiter Und Flutross
  4. Wanderer Im Nebelmeer
  5. Komm Zurück
  6. Am Grunde Der Unendlichkeit
  7. Wyrd
  8. So Wahrheit, Erkenne Mich
  9. Jagdnacht
  10. Eroeberer
  11. Träumers Melodie
  12. Neun Gestade Tiefer
DURATA: 65:25
 

Li avevamo lasciati cinque anni fa con il convincente "Tristheim", ottima parentesi acustica nella loro ormai ultradecennale carriera, e li ritroviamo oggi con un nuovo, lungo album nei toni più vicino ai primi due lavori in studio: gli Hel sono tornati, e con loro è tornata l'arte pagana di Midgard. Come per "Tristheim", a Valdr (chitarra e voce) e Skaldir (tastiere, voci e chitarra) si accompagna Hamar, fratello di quest'ultimo, al basso e alle voci aggiuntive. Sempre di Hamar, come in passato, sono anche le belle foto, ovviamente di stampo naturalistico, che corredano le venti pagine di libretto del digipak. Squadra che vince, quindi, non si cambia, e grazie all'apporto di Andreas Hafner alla batteria la formazione è completa per concentrarsi su "Das Atmen Der Erde", i cui lavori di registrazione sono iniziati addirittura nel 2008.

Diciamo subito che la lunga attesa è stata pienamente ripagata: questo album non potrà che fare la felicità di coloro i quali sono in cerca di suoni dall'ampio respiro, di composizioni ricercate, di atmosfere mitologiche e votate alla natura. Purtroppo non conosco il tedesco, quindi dal punto di vista del contenuto dei testi devo esaurire l'argomento qui, riportando soltanto quanto mi è stato detto da Skaldir in persona (ne approfitto per ringraziarlo apertamente per la sua disponibilità): alcuni dei brani riguardano la natura, altri sono a tema mitologico, ma per la maggior parte riguardano alcuni dei pensieri che si hanno nella vita.

Venendo alla musica, come accennato il trio tedesco è tornato all'uso delle chitarre elettriche, ma il metal estremo è quasi del tutto scomparso dalla composizione degli Hel. Lo stile del trio si è evoluto tanto da lasciare del black-folk degli inizi soltanto l'impronta, l'impostazione, portando però le canzoni a esplorare lidi musicali completamente diversi, ben lontani da qualsiasi eccesso. Le chitarre, quasi sempre melodiche, vengono supportate da tappeti di tastiere ariosi e ampi, in grado di dipingere i boschi dei colori delle quattro stagioni senza cadere nei classici stilemi black, dove i sentieri sono cupi e oscuri e il fitto della foresta nero e malvagio. Gli Hel sono andati oltre, hanno scoperto la pace e la riflessione tra le fronde e sulle sponde dei ruscelli; anche a questo proposito, il video girato dalla band per la bathoriana "Wo Die Tannen Thronen" risulta piuttosto esplicativo.

Molto rari sono i versi cantati con voce sporca, di quando in quando in "Komm Zurück" e "Wyrd", ma la gran parte delle voci è pulita e calda; analogo discorso si può fare per le parti di batteria, estremamente funzionali e integrate nel tutto, pressoché prive di blast-beat o accelerazioni sovrumane in generale.

La conclusiva, epica "Neun Gestade Tiefer" nei suoi dodici minuti può essere presa come manifesto e summa della poetica degli Hel nel 2012: hanno sentito il Vento, la Pioggia e il Fuoco cantare insieme e ne hanno fatto un lungo, elaborato, emozionante disco, "il respiro della Terra", "Das Atmen Der Erde".

Nota di fondo: il disco è acquistabile direttamente dal sito della formazione, che ha deciso di camminare grazie ai propri sforzi soltanto, scegliendo di non appoggiarsi ad alcun tipo di etichetta o distribuzione, per essere totalmente in controllo del proprio materiale e non dover scendere a nessun tipo di compromesso.

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