Hell Torment - Cursed Nazarene

HELL TORMENT – Cursed Nazarene

Gruppo:Hell Torment
Titolo:Cursed Nazarene
Anno:2012
Provenienza:Perù
Etichetta:Infernal Kaos Productions / Ars Funebris Records
Contatti:Sito web  Facebook
TRACKLIST

  1. El Reyno De Los Muertos
  2. Nightmare
  3. Cursed Nazarene
  4. The Churches Will Burn Forever
  5. Poseido Por Algo Infernal
  6. God Does Not Exist
  7. Tormentor [cover Kreator]
  8. Welcome to Hell
  9. I Invoke Thee
  10. Tormented Soul
DURATA:34:57

Hell Warrior (nome d’arte di Moisés Dextre Avila) è un musicista peruviano che almeno per un periodo è stato molto attivo nell’underground del proprio Paese, in band come Black Angel, Mirthless, ed Embalmed Corpse. Hell Torment è il suo progetto personale, dove solitario si occupa di tutti gli strumenti. Nella discografia, che affonda le radici nel 2006, troviamo un solo album (Opening The Gates Of Hell del 2008), un pugno di split con band quali Abigail, Adokhsiny, Slaughter Command e Bestial Possession per citarne alcune, e un paio di EP. Cursed Nazarene è proprio uno di questi e rappresenta gli ultimi inediti pubblicati sotto il nome di Hell Torment nel 2012, seguiti soltanto da una raccolta di vecchi brani l’anno successivo, poi silenzio stampa.

Poco importa, perché il suono di Hell Torment possiede una connotazione temporale ben definita e non è certo quella dell’alba degli anni ’10. Cursed Nazarene infatti ci teletrasporta fino alla seconda metà degli ’80, quasi come se Hell Warrior per qualche ragione volesse bloccarci in quel periodo in stile Groundhog Day, senza permetterci di uscirne mai più. Facile immaginarsi il musicista peruviano ad ascoltare e riascoltare i suoi vecchi nastri ottenuti tramite scambi avvenuti in adolescenza, mentre disserta bonariamente dei Vulcano o di qualche altra formazione del periodo, ma restando pronto a fulminare con sguardo di sufficienza e ignorare l’interlocutore abbastanza sbadato da nominare robaccia moderna come gli Ulcerate in sua presenza.

Purtroppo l’unica cosa che rimane della musica che va a comporre Cursed Nazarene è questa aria di nostalgia, un’aria che per inciso finisce per sapere di chiuso. Nulla di male nel recupero stilistico in sé, ma è difficile pensare agli Hell Torment come qualcosa di più di un tributo personale a ciò che una volta veniva chiamato speed metal. Eppure lasciando che la musica faccia il suo corso nel lettore si nota che non c’è stata alcuna intenzione di distinguere le tracce. Esse si limitano imperterrite a riproporre la stessa identica struttura, seguendo la lezione dei Motörhead rivista in salsa estrema. Cursed Nazarene è lontano dall’essere il peggior esempio di questo stile, tuttavia non sarà certo nemmeno ricordato tra i migliori; è dotato di alcuni elementi che ritengo salvabili, il growl su tutti, ma anche la piega thrash dei brani finali (tra cui la cover di “Tormentor” dal leggendario Endless Pain dei Kreator) non fa certo una brutta figura; comunque non mi sto contraddicendo, in termini di varietà stilistica la differenza si nota appena.

Sono convinto che non ci siano molti altri dettagli degni di nota sui quali soffermarsi; come procedere dipende solo da chi sarà arrivato a leggere fino a qui: se vi piacciono i Motörhead, lo speed metal, gli anni ’80, oppure se il bafometto fumettoso con croce al contrario d’ordinanza per qualche ragione vi ispira fiducia, allora Hell Torment — pur non essendo una prima scelta — potrebbe anche riuscire a intrattenervi mezzoretta, però non aspettatevi che Cursed Nazarene lasci qualche solco al suo passaggio.

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