HELL UNITED – Aura Damage

HELL UNITED – Aura Damage

 
Gruppo: Hell United
Titolo: Aura Damage
Anno: 2012
Provenienza: Polonia
Etichetta: Hellthrasher Productions
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TRACKLIST

  1. Red Limitations
  2. Apostle Of Plague
  3. Deathlike Cold
  4. Let Sleeping Dogs Lie
  5. Aura Damage
  6. Hinterland
  7. Maelstorm's Gravity
  8. In Odore Sanctitatis
  9. Totality Of I
DURATA: 35:16
 

I polacchi Hell United sono in giro da un bel po': nati come Eclypse sul finire degli anni Novanta, con quel nome pubblicarono due demo e l'album "Applause: JHVH Elohim Met" (2004), per poi mutare e giungere oggi alla terza pubblicazione intitolata "Aura Damage". Il suono è ciò che attendiamo, non è in discussione il fatto di poter incrociare durante l'ascolto nomi quali Behemoth e Azarath, e non è nemmeno difficile immaginare influenze di gente come Morbid Angel e Immolation in una proposta che si mantiene per aura e sviluppo all'interno di una cerchia nota.

È inutile quindi dirvi che le tirate sul rullante siano all'ordine del giorno, che il riffing tendente al ridondare si sprechi e le armi in toto utilizzate siano affini a ciò che per lo più abbiamo conosciuto e apprezzato di anno in anno in una scena mitteleuropea che si è mantenuta vivace, pur se a dire il vero si è anche un po' standardizzata. La musica insita nelle tracce, per quanto valida, potrebbe portare impresso sopra più di un emblema diverso a rappresentarne i natali; è altrettanto vero che la prestazione del cantante-chitarrista Void riesce comunque a spingerla oltre la monotonia, che in alcune occasioni provoca brevi ma palpabili fasi di stanca.

Gli Hell United sono dei martellatori, tuttavia sanno anche essere più riflessivi e funerei ed è questa la lama affilata da entrambi i lati che porta vantaggio e danno all'album, tanto che il piacere provocato da brani come "Red Limitations", "Deathlike Cold", "Aura Damage" e "Totality Of I" viene mitigato da ciò che il resto della scaletta mette in mostra. Quello che manca per conquistare realmente è in primis un minimo di varietà in più nel riffing, si ha la sensazione di attendere qualcosa di già noto, da un lato può essere piacevole, dall'altro potrebbe indispettire. Ai pezzi avrebbero anche giovato un paio di sferzate solistiche delle sei corde, ahimé quasi del tutto inesistenti.

Per quanti difetti si possano trovare ad "Aura Damage", il suo essere brutalmente epico nel tracciare una via perigliosa da perseguire è una di quelle doti che non stancano mai. Consiglio gli Hell United agli appassionati del «polish sound», che ne accoglieranno i frutti senza porvi troppe domande, perché avranno la certezza di conoscerne da tempo la qualità. Tutti gli altri si cimentino nell'ascolto e ponderino sul da farsi, nel caso decidano di acquistarlo non potrebbero mai parlare di un errore, il disco riesce di tanto in tanto a mantenere i propri giri nel lettore.

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