HELLLIGHT – …And Then, The Light Of Consciousness Became Hell…

 
Gruppo: Helllight
Titolo:  …And Then, The Light Of Consciousness Became Hell…
Anno: 2010
Provenienza:  Brasile
Etichetta: Solitude Productions
Contatti:

Facebook  Youtube  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. The Light That Brought Darkness
  2. Downfall Of The Rain
  3. Soaring Higher
  4. Children Of Doom
  5. The Secrecy
  6. Beneath The Light Of The Moon
DURATA:  
 

Non saranno forse conosciuti ai più, ma i brasiliani Helllight è da oltre una decade che ci deliziano con un funeral doom ben composto e suonato. Dal 1998, anno in cui uscì il primo demo "Fear No Evil", n'è passata di acqua sotto i ponti e la conferma di un'ennesima maturazione a indicare la corretta direzione intrapresa ce la offre il terzo lavoro "…And Then, The Light Of Consciousness Became Hell…" rilasciato sotto l'etichetta russa Solitude Productions.

I brani in esso contenuti sono pachidermici ed estesi all'inverosimile, la durata per ogni singola traccia va da un minimo di dodici minuti a un massimo di quasi quindici che per sei canzoni vuol dire il ritrovarsi sul groppone una pietra tombale che sfiora i settantanove minuti, mazzata mica da nulla. Si potrebbe pensare siano troppi e in effetti vi darei ragione se non fosse che gli Helllight il proprio mestiere lo conoscono e lo svolgono come si deve.

Sin dai primi attimi la formazione guidata da Fabio De Paula (chitarra, voce e tastiere) è tutt'altro che ortodossa, la proposta non è esclusivamente devota al verbo del death/doom, sì è vero che le basi hanno la forma dilatata, possente e decadente figlia evidente di quello stile, contemporaneamente però godono di un respiro espanso e dal tratto epico grazie all'operato svolto dai sintetizzatori e da un cantato che si spoglia del growl facendo emergere una voce pulita evocativa e battagliera, fate finta che una creatura come gli Evoken si incroci con una band epica come gli Atlantean Kodex, abisso e mistico splendore che si fondono per dar vita a una terza natura costituita per lo più da tonalità grigie indefinite e proprio per tale motivo opprimenti.

Melodie ampie e cicliche costeggiano un sentiero che ai lati si ritrova due strapiombi, siamo sicuri che la stessa vena gotica andante così melancolica in certi passaggi e capace di obliare tramite un cullare quasi rassicurante da un momento all'altro non si trasformi nella mano che spingerà l'ascoltatore attraverso la bocca dell'inferno? Il bello di canzoni quali "Downfall Of The Rain", "Soaring Higher", "Children Of Doom" e "Beneath The Light Of The Moon" è questo, il mettere in luce una maestosità solenne dalle sembianze luminose (ricordiamoci che lo stesso nome Lucifero, simbolo per molti d'oscurità, significa in realtà "portatore di luce") che lascia trapelare nota dopo nota i colori che realmente la contraddistinguono, i raggi vengono inghiottiti, masticati e rigettati indeboliti sino allo spegnersi generante un cinereo progredire che s'infittisce erigendo un muro desolante che diverrà infine nero seppia.

Le tenebre vanno a braccetto con la musica che "…And Then, The Light Of Consciousness Became Hell…" ci dona in pasto, è un disco che si fa apprezzare con l'aumentare dei passaggi nello stereo, ricco di minuzie, l'esser corposamente ingombrante vista l'importante durata non vi sia di freno, va assorbito, deve girare e rigirare in testa ma una volta che le atmosfere e la solidità del complesso avranno fatto breccia nel vostro animo sarà difficile toglierlo dallo stereo.

Gli Helllight con il terzo capitolo hanno dato il meglio di sè, il fascino ammaliante di questa release sarà la gioia dei fruitori abituali di funeral doom, non sarei di certo sorpreso se chi amasse le prove epiche di un certo tipo si trovasse a proprio agio nell'ascoltare una prestazione monumentale come quella racchiusa in " …And Then, The Light Of Consciousness Became Hell…", c'è solo di che godere con album simili, indi a voi usufruirne, l'acquisto è consigliato.

 

Facebook Comments