HELLLIGHT – Funeral Doom / The Light That Brought Darkness

 
Gruppo: Helllight
Titolo:  Funeral Doom / The Light That Brought Darkness
Anno: 2012
Provenienza:  Brasile
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. Deep Siderial Silences
  2. Funeral Doom
  3. Nexus Alma
  4. The Diary
  5. Life In Darkness
  6. Afterlife
  7. In Memory Of The Old Spirits
  8. The Light That Brought Darkness
  9. Heaven And Hell [cover Black Sabbath]
  10. How The Gods Kill [cover Danzig]
    4. Hey Hey My My [cover Neil Young]
  11. Confortably Numb [cover Pink Floyd]
  12. Man Of Iron [cover Bathory]
  13. The Show Must Go On [cover Queen]
DURATA: 02:14:09
 

I brasiliani Helllight sono una di quelle formazioni che pian pianino si son fatte strada nel mio cuore di doomster, ho apprezzato i loro pachidermici album di anno in anno sino a raggiungere la piena soddisfazione con l'ultimo "…And Then, The Light Of Consciousness Became"  che ritengo un gioiellino da possedere doverosamente.

La Solitude Productions, etichetta russa che ci sguazza nel mare del funeral e del doom in genere, con un'operazione di recupero del passato della band, non poi tanto lontano dato che si parla del 2008, ridà vita al secondo disco "Funeral Doom" (titolo più azzeccato non avrebbe potuto avere) accompagnandolo con un secondo cd contenente l'ep rilasciato sul finire del 2011, "The Light That Brought Darkness", al tempo pubblicato unicamente in formato digitale, verrebbe da dire piatto ricco, mi ci ficco.

In effetti è un'opera interessante per gli amanti del genere per tanti motivi: A) "Funeral Doom" venne stampato in sole 666 copie quindi è praticamente quasi introvabile e al suo interno erano presenti tre brani ("Life In Darkness", "Afterlife" e "In The Memory Of Old Spirits") contenuti nel debutto dal titolo omonimo, con l'ultimo pezzo citato allora distribuito gratuitamente tramite il loro sito ufficiale, piccole perle da non trascurare; B) la rimasterizzazione del suono non si allontana dall'originale, evitando forzature in ambito di produzione, i suoni erano già discretamente puliti e adatti a mantenere quell'aura melodico-obliante che caratterizza da sempre lo stile dei sudamericani; C) avrete fra le mani un secondo lavoro che dura ben cinquantatré minuti (e chiamiamolo ep) nel quale troverete una canzone inedita che è a tutti gli effetti il prosieguo emotivo e musicale di ciò che avevano prodotto sino a quel momento e ben sei cover di artisti disparati, si passa dai Black Sabbath di "Heaven And Hell" ai Queen di "Show Must Go On", da "Confortably Numb" dei Pink Floyd a "Man Of Iron" dei Bathory, da "How The Gods Kill" di Danzig a "Hey Hey My My" di Neil Young, con gli Helllight che riescono a imprimere la propria personalità ai brani.

Si percepiscono la pesantezza, l'eleganza e la raffinatezza nel loro doom al quale per scelta viene accoppiata la voce pulita con maggior intensità e durata, soluzione quanto meno logica per evitare di creare un contrasto troppo netto e fuorviante, capace comunque di mantenere alto l'interesse durante l'ascolto. Il talento di questi brasiliani è palese ed è stato palesato dalle uscite di valore nel corso degli anni, "Funeral Doom / The Light That Brought Darkness" è un dono che sarà di sicuro gradimento per i fruitori dell'ambito funeral.

Vi consiglio d'acquistare questa uscita, perché seppur ci si lamenti spesso e volentieri che le ristampe portino a galla solo roba inutile e tracce bonus insipide, stavolta non è proprio uno di quei casi, avrete la possibilità di inserire in collezione uno di quei lavori che vale la pena avere a vista d'occhio, stupendo.

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