HELLPIE – Infernal Slice

HELLPIE – Infernal Slice

Informazioni
Gruppo: Hellpie
Titolo: Infernal Slice
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/hellpieband
Autore: Mourning

Tracklist
1. One Good Feeling
2. Make Mine A Double
3. Idiots Are Everywhere
4. OK, So Who Wants To Die
5. Lost For Words
6. Oowah
7. Warface
8. Little Death
9. Ectoplasm
10. EVP
11. $elfish
12. Foolish Mortals
13. Nite Siege

DURATA: 52:27

Gli Hellpie sono una di quelle band che non ti spieghi perché siano senza contratto, fra act metalcore, gente che suona sempre la solita solfa clonando e riclonando act conosciutissimi, è ovviamente inutile anche citare quali, una formazione che si diletta con un buonissimo esempio di metal punkeggiante condito da venature hardcore, crust e sludgy (senza affondarvi mai) è un vero peccato.
Il trio composto da Eddie Simpson (chitarra e voce), Dan Prewitt (basso e backing vocals) e Bones (batteria e backing vocals) è di quelli che producono musica senza fronzoli, tanta adrenalina, carica alcolica che pervade i brani e che ti fanno gustare un album come “Infernal Slice” a tutto volume.
Prendete il pezzo tipo “Make Mine A Double”, sembra un incrocio fra i Deep Purple e i Motorhead centrifugati in atmosfere punkettone, gronda rock pur “subendo” le scanalature vocali scure e graffiate di Eddie dietro il microfono.
Quello è solo un esempio del modo con cui gli Hellpie si slanciano, “Idiots Are Everywhere”, pesante e greve, nelle parti di voce pulita sembra possedere echi dei Metallica che furono innestati su di una base dinamicamente valida che mette in evidenza i buoni cambi di tempo eseguiti da Bones; “Ok, So Who Wants To Die” è innegabilmente legata al flavour di scelte sabbathiane e stranamente rimembranti i Candlemass, ascoltate il basso di Dan e il modo in cui si sviluppa il pezzo vocalmente, è comunque l’aura seventies a rubare la scena ma l’inatteso è dietro l’angolo, l’accelerazione improvvisa e il successivo rientro nei ranghi ne animano impetuosamente lo scorrere, è una delle hit del platter.
Strani i brevi episodi disseminati nella tracklist, la tribale “Oowah”, la spettrale “Ectoplasm” e la lunare “Nightshade”, scandita da suoni notturni, probabilmente servono a far respirare l’album, credo che non ce ne fosse bisogno, onestamente è piacevole ascoltare canzoni quali “One Good Feeling”, la più lenta e riflessiva “Lost For Words”, “Warface”, “Little Death”, “Evp” dalle impreviste peculiarità reggae, “$elfish” e “Foolish Mortals”, tutte svolgono il proprio compito senza pecche particolari e offrendo un dovuto supporto sia in qualità di compagne di viaggio che di richiamo alcolico.
Non saranno innovativi, non cercano di realizzare chissà quale pirotecnia per farvi saltare dalla seggiola, gli Hellpie vi danno in pasto buona musica, questo è ciò di cui potete usufruire ascoltando “Infernal Slice” e ne vale la pena.

Facebook Comments