HELLRAZER – Prisoner Of The Mind

HELLRAZER – Prisoner Of The Mind

Informazioni
Gruppo: Hellrazer
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Death March Of Bataan
2. Nailed To The Cross
3. Vendetta
4. Metal Alliance
5. Prisoner Of The Mind
6. Futile Rebellion
7. Going For Glory
8. Ghost Rider
9. Raining Fire
10. Warlord

DURATA 55:03

Vengono dal Canada e amano l’heavy metal degli anni d’oro gli Hellrazer, dopo un passato come cover band con il nome One-Eyed Snake nel 2006 cambiano nome nell’odierno incidendo il primo demo succeduto l’anno successivo dall’omonimo full.
Sono trascorsi tre anni da quel lavoro ed eccoli di nuovo pronti a mettersi in gioco con “Prisoner Of The Mind”, le coordinate sonore prendono spunto da gente come Maiden e Priest in primis anche se di nomi in mente ve ne verranno altri, a me a esempio in certi frangenti hanno ricordato gli Iced Earth più old, in altri i Winters Bane.
I brani sono semplici e accattivanti, non si perdono dietro insensati tecnicismi puntando su uno stile retrò dedito più a un impatto diretto, cavalcate e pezzi da cantare con i pugni alzati come accade con i refrain di “Vendetta” e “Metal Alliance”.
Le chitarre lavorano bene in fase di riffing sia nei momenti serrati sia quando puntano ad aperture melodiche con assoli annessi, ci si trova dinanzi a episodi come “Futile Rebellion” di painkilleriana devozione in cui fa la sua prima comparsa Julia Badescu esibendosi in un chorus che ne alleggerisce la presa rendendola notevolmente più catchy.
Le cose migliori gli Hellrazer comunque le tirano fuori quando si spinge sul pedale dell’acceleratore vedasi l’accoppiata composta da “Going For Glory” e “Ghost Rider”, naturali esempi di heavy/power metal dove ancora la vena di Halford e soci accompagna la formazione (il primo citato) offrendo al contempo anche spunti personali più che apprezzabili (nel secondo).
Con “Raining Fire” si discostano dai territori già battuti puntando sulla voce calda di Julia, la traccia è lenta, una ballad malinconica che spezza i ritmi, un respiro profondo, prolungato e suadente, questo prima che “Warlord” decisamente più scura e dall’attitudine Metallica porti a conclusione il platter e in questo caso non si tratta di solo una influenza, c’è tanto dei Four Horsemen, forse troppo.
“Prisoner Of The Mind” si rivela per quello che è: una prova genuina con l’unica pretesa di farvi ascoltare buona musica, alti e bassi mostrano quanto la band sia comunque fedele al credo che porta avanti non tentando forzature o soluzioni estreme per rendersi personale, la produzione poteva essere più definita soprattutto per quanto riguarda la voce ma in fin dei conti l’album on air è divertente da far girare.
L’underground è vivo, gli Hellrazer ne sono dei buoni rappresentanti, se è qualcosa di “vero” quello che state cercando un passaggio nel vostro stereo “Prisoner Of The Mind” dovrebbe aggiudicarselo.

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