HELLSPAWN – There Has Never Been A Son Of Me

 
Gruppo: Hellspawn
Titolo: There Has Never Been A Son Of Me
Anno: 2016
Provenienza: Polonia
Etichetta: Old Temple
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TRACKLIST

  1. Do Not Be Among Idolatres
  2. Hung On A Tree, Damned By His Father
  3. Antitrinitarian
  4. For The Number Is Human
  5. Hallelujah
  6. Heralded By Prophets
  7. Upon Entering The Valley They Did Not Fear
  8. It Is Not Proper For The Gracious To Have A Son
  9. Santa Sindone
  10. There Has Never Been A Son Of Me
DURATA: 42:46
 

Gli Hellspawn non deludono le attese: attiva ormai da quasi tre lustri e con alle spalle un demo del 2005, lo split con Hateful e Impureza intitolato "Tworzenia, Resurrezione, Démence" (2006) e due album ("Child Of Hell" del 2010 e "The Great Red Dragon" del 2012), la formazione mitteleuropea si rifà viva nel 2016 con il terzo disco "There Has Never Been A Son Of Me", che ci propone un qualcosa di leggermente diverso rispetto a quanto udito in passato.

Sin da subito vi anticipo che il quartetto proveniente da Wieluń non ha perso la voglia di mazzolare, né la carica blasfema riconducibile a Deicide e Vital Remains che sinora ha alimentato i propri lavori e brani come "Do Not Be Among Idolatres", "Heralded By Prophets" e "It Is Not Proper For The Gracious To Have A Son" stanno lì a testimoniarlo. Pare però evidente che un paio di cambiamenti al suono siano stati apportati e lo si nota all'ascolto di episodi come "Antitrinitarian", "For The Number Is Human", "Hallelujah" e nella sezione conclusiva della traccia che dà il titolo all'uscita: oltre a inveire in modo selvaggio e malefico, queste canzoni propongono una serie di diversificazioni in campo groove (dove appare come per magia il nome Morbid Angel) e atmosferico, sfruttando anche inserti di tastiera e orchestrali come rinforzo.

"There Has Never Been A Son Of Me" potrebbe tranquillamente portare scritto sopra «lavori in corso», tuttavia la prestazione trova di certo il proprio posto nello stereo. La grinta c'è, la cattiveria pure, non mancano cambi di tempo e il modo di comporre leggermente più vario rispetto al passato ci permette di fare la conoscenza di una squadra che vuole osare di più, talvolta riuscendovi, talvolta dando la sensazione che alcuni aspetti debbano ancora essere limati. Complessivamente non ci si può comunque lamentare, dato che non si registrano difetti così evidenti da inficiarne la resa ben più che sufficiente: dietro al microfono la prova di Mariusz Konieczny è buona, capace di adattarsi al pezzo, alternando una voce robusta, severa ed evocativa al growl crudo; lo stesso discorso è valido a livello strumentalme, per il soddisfacente contributto offerto dai chitarristi Daniel Drosiński e Marcin Garyga, così come nella fase ritmica impostata dal batterista Robert Kolman, accompagnato dal basso del già citato Konieczny.

Gli Hellspawn sono sì cambiati, ma neanche più di tanto, rimangono una di quelle band che nel loro piccolo mantiene uno standard di affidabilità e devozione al mondo death metal tale da essere tenuta in considerazione. L'apprezzato e apprezzabile "There Has Never Been A Son Of Me" vi fornirà un rinnovato riscontro di ciò.

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