HELLWELL – Boundaries Of Sin

HELLWELL – Boundaries Of Sin

Informazioni
Gruppo: Hellwell
Titolo Boundaries Of Sin
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Shadow Kingdom Records
Contatti: shadowkingdomrecords.bandcamp.com/album/beyond-the-boundaries-of-sin
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Strange Case Of Dr. Henry Howard Holmes
2. Eaters Of The Dead
3. Keepers Of The Devils Inn
4. Deadly Nightshade
5. Acheronomicon I. Tomb Of The Unnamed One
6. Acheronomicon II. The Heart Of Ahriman
7. Acheronomicon III. End Of Days

DURATA: 47:31

Fra l’eccitazione e la bestemmia, mai mi sono sentito così combattuto dopo aver finito di ascoltare un disco più volte, beh, gli Hellwell sono riusciti a produrre questo “miracolo” emotivo.
Il monicker non noto trae in inganno, sappiate dunque che sotto di esso è il cuore dei Manilla Road che batte pulsante, è di un side-project di mister Mark “The Shark” Shelton che si parla.
In questo specifico caso è un triangolo che vede insediarsi nei due restanti vertici le figure di E.C. Hellwell (tastiere, basso e parte della storyline) e Jonny “Thumper” Benson (batteria e chitarra), oltre la presenza di ospiti appertenenti alla “crew” dei Manilla Road come Brian “Hellroadie” Patrick che mette di tanto in tanto il proprio zampino dietro il microfono e Joshua Castillo che fa lo stesso con le linee di basso.
Da questa premessa cosa ci si poteva attendere? Shelton aveva già messo in piedi il suo progetto solista nel 1992 quando pubblicò “The Circus Maximus” che per “ordini di scuderia” venne però pubblicato con il nome Manilla Road stampato su, in quanto fu la label Black Dragon Records a imporsi. Questa volta sarà diverso? In parte ma non del tutto.
È innegabile che il sound e le scelte di produzione si allineino alle ultime uscite della storica formazione di Wichita ed è proprio quest’ultimo punto a farmi incazzare come una iena.
Se da un lato comprendo che in una stampa vinilica un missaggio analogico e “vintage” possa risultare non solo piacevole ma efficace, avvalorato anche dai solchi del vinile e dai fruscii naturali emanati, in una versione cd un miglioramento netto della qualità in tal senso avrebbe reso giustizia in primis a dei riff fantastici che subiscono spesso e volentieri il “ronzare” e più che la batteria, in fin dei conti accettabile, è la voce a lasciarmi interdetto, la prestazione di Mark è come suo solito capace di farti immedesimare e addentrare in mondi ignoti sino a quel momento, peccato però che in alcune situazioni sembra proprio sorvoli un’altra dimensione come fosse distaccata dalla base.
È doloroso immaginare piccole gemme come “Deadly Nightshade” (questo brano sarebbe dovuto essere inserito in “Playground Of The Damned” chissà qual è il motivo che l’ha tenuto fuori), “Eaters Of The Dead” e il trio di canzoni denominate “Acheronomicon” (dal racconto di sessanta pagine scritto da E.C. Hellwell e inserito nella versione deluxe del cd, rilasciato sempre tramite HHR) sfigurate in parte da soluzioni volutamente “anacronistiche”.
Tutto ciò pur annotando in positivo la grande perizia con la quale vengono utilizzare le tastiere e l’hammond, le basi dalle quali traggono le tematiche i brani (si vedano “The Strange Case Of Dr. Henry Howard Holmes” e “Keepers Of The Devils Inn” ispirate alle figure di killer seriali come Herman Webster Mudgett e ai Bloody Benders Of Kansas, “Eaters Of The Dead” che prende il titolo da un romanzo di Michael Crichton, gl’immancabili H.P. Lovecraft e Robert E. Hodward da sempre fonte d’interesse per Shelton) e un artwork egregio raffigurante la figura di Dagon elaborato da Alexander Von Wieding, artista che ha collaborato e collabora con Karma To Burn, Wo Fat, Gideon Smith And The Dixie Damned e ha dato forma a molte delle cover delle raccolte di demo e antologie N.W.O.B.H.M. della HHR.
Adesso il punto é: devo o non devo consigliarvene l’acquisto? I due piatti della bilancia, vuoi per affetto, vuoi perché il bicchiere lo preferisco mezzo pieno sembrano equilibrarsi al momento, l’unica cosa che mi sento quindi di suggerirvi è d’ascoltare “Beyond The Boundaries Of Sin”.
Se avete amato le ultime release dei Manilla Road lo comprerete di certo e stesso discorso vale se siete degli ossequiosi e riverenti fan di tutto ciò che “The Shark” tira fuori dal suo cilindro.
I restanti provino e riprovino, riuscendo a superare l’ostacolo della produzione e vivendo le tracce con il booklet a seguito il viaggio sarà più facile da intraprendere, a voi giudicare poi se la destinazione finale sarà gradevole…

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