HELRUNAR – Sól

 
Gruppo: Helrunar
Titolo:  Sól
Anno: 2011
Provenienza: Germania
Etichetta: Lupus Lounge
Contatti: Sito Ufficiale
 
TRACKLIST

  1. Disco 1 – Gefrierpunkt
  2. Disco 1 – Kollapsar
  3. Disco 1 – Unter Dem Gletscher
  4. Disco 1 – Nebelspinne
  5. Disco 1 – Praeludium Eclipsis
  6. Disco 1 – Tiefer Als Der Tag
  7. Disco 1 – Nur Fragmente…
  8. Disco 1 – Ende 1.3
  9. Disco 2 – Europa Nach Dem Eis
  10. Disco 2 – Aschevolk
  11. Disco 2 – Die Mühle
  12. Disco 2 – Rattenkönig
  13. Disco 2 – Moorgänger
  14. Disco 2 – Lichtmess
  15. Disco 2 – Sól
DURATA: 01:32:38
 

Nuovo anno e nuovo disco anche per i tedeschi Helrunar. Dopo l'ultimo, giustamente acclamatissimo, "Baldr Ok Íss", a distanza di tre anni viene rilasciato "Sól". Quest'ultima creazione è un coraggioso doppio album composto da "Sól I – Der Dorn Im Nebel" e "Sól II – Zweige Der Erinnerung", di cui è possibile anche l'acquisto separato. Qualunque sia il modo di ascolto comunque, questo lavoro non è certo adatto a coloro che adottano con la musica un approccio stile "fast-food". E' una proposta tanto intricata quanto soddisfacente, una volta afferrata completamente. Se con gli album precedenti il duo tedesco ci aveva già dimostrato di che pasta era fatto, quest'ultimo mira alla consacrazione definitiva a realtà affermata della scena Pagan Black Metal germanica.

I due dischi differiscono tra di loro per alcune sottili percezioni umorali, in quanto il primo è improntato su un Black più ferale e battagliero, mentre il secondo esalta maggiormente la componente più naturalista risultando essere più riflessivo e intimista. Ciò che comunque è indubbio è la grande ispirazione e vena compositiva che ha animato quest'opera dalle grandi dimensioni: ditemi voi se pensate sia semplice comporre un'ora e mezza filata di Black Metal e non far gonfiare a dismisura lo scroto all'ascoltatore. Ve lo dico io, no non è facile. Gli Helrunar sono però riusciti in quest'ardua impresa, mettendo insieme più di novanta minuti di musica senza cali e senza intasare il disco di riempitivi dalla dubbia utilità.

Come già accennato, non è una proposta di facile fruibilità, ma al contrario sono molti gli ascolti che necessitano per digerirla completamente. Il riffing proposto è complesso, mai banale o scontato, veloce ma in grado anche di offrire rallentamenti ben inseriti. Le due parti di questo scenario si amalgamano sapientemente; ritmiche marziali e belligeranti come quelle di "Unter Dem Gletscher" e "Ende 1.3" si intersecano ad arpeggi vibranti di profonda energia come in "Nebelspinne" o nella strumentale "Praeludium Eclipsis". Altro punto di forza sono le superbe aperture melodiche dal sapore quasi centenario,ma maledettamente pregnanti e avvolgenti presenti ad esempio in brani come "Tiefer Als Der Tag", "Aschevolk" e "Rattenkönig", in diversi punti dei dischi intrecciate a parti narrate (rigorosamente in tedesco) penetranti e estremamente vive. Tecnicamente ogni strumento è assolutamente ineccepibile, mentre merita una menzione particolare lo scream, una vera e propria lacerante invocazione alla Natura. Sì, perchè gli Helrunar ci dimostrano come sia possibile per dei "semplici" esseri umani trovarsi in completa sintonia con le forze circostanti, arrivando al punto di poter pensare che ciò che si sta ascoltando non sia il risultato di strumenti musicali, ma in realtà un inno fuoriuscente dalle remote profondità della Terra stessa.

Insomma, come avrete ben capito questo (doppio) nuovo lavoro targato Helrunar non è un ascolto da effettuare con leggerezza pretendendo di averne subito una completa cornice chiarificatrice. Si dimostra invece un caleidoscopio di elementi che, una volta avuto la perseveranza di rilevare, uniti, formano un unico, immenso e bellissimo quadro che non potrà che lasciare a bocca aperta chiunque giunga a vederlo. Non rinunciate a una tale bellezza solo perchè sembra difficile da comprendere; in fondo sono sempre le cose per cui si è più sudato quelle che danno maggiore soddisfazione, giusto?

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