Heltekvad - Morgenrødens Helvedesherre | Aristocrazia Webzine

HELTEKVAD – Morgenrødens Helvedesherre

Gruppo: Heltekvad
Titolo: Morgenrødens Helvedesherre
Anno: 2022
Provenienza: Danimarca
Etichetta: Eisenwald Tonschmiede
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TRACKLIST

  1. Morgenrødens Åbenbaring
  2. Ærbødig Er Den Som Sejrer
  3. Ved Sværdets Klinge Skal Du Forgå
  4. Eder Og Hæder
  5. Fornægter Din Æt
  6. Du Skæbnesvangre Stund
  7. Døden Står Ved Himmelens Port
DURATA: 35:30

Pur tornando ciclicamente in auge, quello tra black metal e medioevo è un rapporto che, soprattutto negli ultimi anni, ha visto allargarsi la proposta con declinazioni più o meno originali ma comunque di un certo spessore. Dai francesi Véhémence e Darkenhöld agli americani Obsequiae, passando per i Mystras e la loro lettura politica di grandi episodi storici. I danesi Heltekvad si inseriscono in questo filone con Morgenrødens Helvedesherre (signore infernale dell’alba), e lo fanno con sobrietà e sicurezza, forti dell’esperienza accumulata con altri progetti: Afsky su tutti, ma anche Morild e Sunken.

Il trio, diviso tra Copenaghen e Aarhus, fa la scelta coraggiosa di non saccheggiare questo o quel canzoniere medievale, di non storpiare alcuno spartito di John Dowland, ma di profanare animi e orecchie suonando, semplicemente, black metal. A tratti melodici, a tratti incazzati come quando dal piano di sopra ti rovesciano addosso un vaso di piscio, gli Heltekvad scelgono la strada più semplice e forse anche la più difficile per suonare medievali.

Capiamoci, qualche melodia dal sapore trecentesco la troviamo anche, ma un attacco come quello di “Ærbødig Er Den Som Sejrer” non deve comunque ingannare, perché i danesi ce la sanno evidentemente fare con le loro gambe. Perciò basta una minima spinta per lanciare gli Heltekvad sui territori del black melodico che ben conoscono, pure con lo scream di Ole Pedersen Luk, storto, disperato e perciò espressivo il giusto.

È tutto talmente al proprio posto che è difficile trovare alti e bassi in un disco così dritto e omogeneo, anche se ammetto che le trombe del giudizio che si affacciano su “Du Skæbnesvangre Stund” fanno il loro bell’effetto, come anche l’implacabile “Ved Sværdets Klinge Skal Du Forgå” (perirai per la lama della spada) e i suoi pifferini finali.

In generale Morgenrødens Helvedesherre è un lavoro riuscito, più classicamente black metal e meno stereotipato di altri dischi medievaleggianti, per questo sarebbe bello che gli Heltekvad non restino un progetto estemporaneo. Poi lo sappiamo, i secoli bui non sono stati così bui come la leggenda metropolitana suggerisce, ma non ce ne frega un cazzo.