HENKER – The Slave Of My Art

Informazioni
Gruppo: Henker
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/henker1
Autore: Mourning

Tracklist
1. Slave Of My Art
2. Breath Of Death
3. Mental Corruption
4. New Era
5. Bloody Sword
6. Executioner
7. Joy To Kill
8. No Turning Back
9. I Break Your Bones
10. Chaotic System
11. The End Of The Road

DURATA: 46:21

HENKER - The Slave Of My Art Non sono né un patito dell’ultrafast death metal carico d’hyperblastati, né uno che ama la tecnica condita da vari “piri piri”, però quando un disco ti prende c’è poco da fare, non conta troppo lo stile, ha fatto ciò che deve. L’approccio con i francesi Henker è stato a primo impatto una dura prova, il debutto “Slave Of My Art”, una mattonata pazzesca di quelle che fanno davvero tanto male, inizialmente mi sembrava sin troppo omogeneo e privo di spunti degni di nota, buona tecnica, violenza a regalarla ma nulla che m’impressionasse più di tanto.
Col passare degli ascolti però sono riuscito a entrare in contatto con ciò che il combo propone, il death metal moderno e brutale di cui sono fautori è fatto di minuzie, brevi rallentamenti che dilatano per un attimo il sound dando la possibiltà di far galleggiare il basso in piena superficie come accade in “Breath Of Death”, scariche dallo scheletro thrash in “New Era”, melodie forsennate e attitudine che vira abilmente sul versante core in stile All Shall Perish primordi in “Mental Corruption” e “Bloody Sword” (mi hanno ricordato anche i Decapitated di “Organic Hallucinosis”) sono solo alcuni dei punti a favore di una release che martella fottutamente il cervello.
Il batterista Morgan è una macchina, precisa, pulita, devastante che imperterrita avanza schiacciando, triturando ciò che gli si pone contro, fantastico l’accompagnamento di basso di David, le linee sono pulsanti, ben presenti all’interno del sound e si ritagliano spazi in superificie, è giusto che si faccia notare.
L’assalto ritmico delle basi vede poggiarsi al di sopra un riffato dinamicamente eccellente, la coppia d’asce formata da Laurent e Seb è scatenata, infila note una dietro l’altra creando melodie e dissonanze come se piovessero, cosa importante però non dimenticano la forma canzone riducendo il lavoro a una gettata continua di riff messi lì tanto per far numero e mostrare le proprie capacità sullo strumento, in molti sottovalutano quest’aspetto e i risultati si vedono nei sin troppi dischi technical che sparano continuamente cartucce a salve, a completare il quadro la voce di Frantz che in growl come nelle fasi in cui è richiesto un operato scream si distende sui brani minacciosa e severa.
Il disco snocciola perle una dietro l’altra, sono un fiume in piena che dilaga bypassando gli argini e con “Executioner”, “Joy To Kill”, “No Turning Back” e una “Chaotic System” fermamente groovy rifilano dei sonori schiaffi in faccia all’ascoltatore, terminato “Slave Of My Art” o lo si rimette subito su lasciandosi sommergere dalla sua costante aggressione, cosa che male non è, o dopo una bella pausa lo riprendete per esaminarlo con la beata calma cercando di godervi i particolari, in entrambi i casi la scelta risulterebbe felice.
Prodotto veramente bene, la strumentazione si percepisce nel complesso in maniera più che soddisfacente, “Slave Of My Art” si eleva dalla massa di inutili uscite pseudo death, metalcore cloni e melodico inventate dell’ultimo momento, gli Henker suonano death metal, potrà non piacere alla schiera purista del genere ma ‘sti ragazzi sono pronti a scatenare una guerra, mi domando come mai una label non li abbia messi sotto contratto visto la merda che certi roster si vantano di possedere.
Volete un album spietato? Che sia una bastonata sui denti? Tenete in considerazione questi francesi, sapranno darvi una sveglia che non dimenticherete facilmente.

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