Alcol, death metal e gore: "Death Metal Drunks" degli Hereza

HEREZA – Death Metal Drunks

Gruppo:Hereza
Titolo:Death Metal Drunks
Anno:2019
Provenienza:Croazia
Etichetta:Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Back From The Grave
  2. Genocid
  3. Kopam Oči, Režem Jezik, Prste, Nos I Uši
  4. Death Metal Drunks
  5. Rak N’Roll
  6. Dullahan
  7. Do Kosti Bez Milosti
  8. Beneath The Wheels Of Death
  9. Necrobitch, Cowgirl From The Morgue
  10. Stupid Spoiled Whore
  11. Monstrum
DURATA:28:23

A due anni dal primo incontro con loro (I Become Death), gli Hereza tornano a far casino nel mio impianto con la stessa marcissima prepotenza con cui si presentarono nel 2018. Eccoci quindi pronti a riaccogliere su queste pagine il duo croato con Death Metal Drunks, perché Godz Ov War non se ne sa stare con le mani in mano e il macello che ne viene fuori quando a Kovačević e Stupar sale la scimmia è — anche in questo caso — davvero truculento.

A differenza del suo predecessore, non abbiamo a che fare con un disco dalle tinte oscure e dalle tematiche annichilenti, anzi. Death Metal Drunks ha più o meno lo stesso minutaggio di I Become Death, ma procede per coordinate sonore molto più thrash, per certi versi. L’elemento marcatamente melodico precedentemente rilevato nel loro sound è presente ugualmente all’interno dell’album, come si apprende fin da subito con l’assalto iniziale intitolato “Back From The Dead” in cui figura come ospite Adrie Kloosterwaard dei Sinister. E via così, piede sull’acceleratore e giù a manetta per l’autostrada del male: “Genocid” è come un treno sfrenato che marcia imperterrito verso l’ultima meta, il cui testo tradotto recita «Genocide / Massacre / Suicide / The voice that says kill yourself / Suicide / Massacre / Genocide / A voice that says kill everything»; “Kopam Oči…” poi rincara la dose di gore con una serie di immagini delicatissime, ad esempio «Pišam vam u očne duplje za pokoj duši», il cui significato è parzialmente deducibile dalla relativa illustrazione all’interno del libretto.

Nella seconda metà del disco, poi, vengono fuori i momenti probabilmente più alti — o più bassi, a seconda dei gusti — dell’intero pacchetto. Cosa non potrebbe mancare a un album scritto da una banda di deathster ubriachi fino al midollo? Ma ovviamente una traccia dedicata alla figura di una avvenente donzella, impiegata in un non meglio specificato obitorio e incapace di resistere al fascino dei suoi — per così dire — pazienti. Ebbene sì, la nostra “Necrobitch, Cowgirl From The Morgue” ha un segreto che nessuno conosce: «She fucks the dead, rides them and blows / She can’t resist to ride dead cocks / To use her juicy lips and move her sexy hips». Nella conclusiva “Monstrum”, infine, gli Hereza sbraitano in croato del suicidio di un tale che trova la pace solamente dopo essersi accoltellato svariate volte, cavato gli occhi e ritagliato una bella maschera con la carne che aveva sul volto; altra serie di immagini e idee non esattamente sobrissime, ma comunque nulla in confronto alla precedente “Stupid Spoiled Whore”.

Il meglio del peggio, però, è secondo me racchiuso nelle illustrazioni dedicate ai singoli pezzi. Lo stile fumettistico semplice ed essenziale funziona benissimo con le tematiche gore del duo, ed è così che vicino alle parole dell’apripista “Back From The Dead” troviamo uno zombie barbuto vestito come un simil-Dylan Dog in giacca di pelle che corre tra le fiamme. Lo ritroviamo, poi, in tutto il suo cringe a pisciare negli occhi di uno zombie con un bulbo oculare appeso (“Kopam Oči…”), insieme alla menzionata stupid spoiled whore e, infine, mentre si scuoia vivo allo specchio.

Gli Hereza hanno compiuto cinque anni di vita nel 2019, festeggiando con un bel brindisi (ogni riferimento alla bottiglia in copertina è puramente casuale) e con la pubblicazione di un disco che, più di ogni altra cosa, sa di inno al cazzeggio. In tutta onestà, non ho saputo resistere al disagio e ho apprezzato il terzo album dei croati: nulla di enorme, nulla di rivoluzionario, ma decisamente non male! Death Metal Drunks è un’opera divertente, grezza e ignorante, espressamente (non) pensata per chi dalla musica non si aspetta altro che svago, urla e distorsioni.

«Sleepless nights
Wasted days
Trashed and burnt
Death Metal Drunks»
(da “Death Metal Drunks”)

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