HERO'S LAST RITE – The Mirror's Face

HERO’S LAST RITE – The Mirror’s Face

 
Gruppo: Hero's Last Rite
Titolo:  The Mirror's Face
Anno: 2014
Provenienza:   Canada
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Mirror's Face
  2. Generation Why
  3. Viral Judgement
  4. Plague
  5. I Am Atomic
  6. Mechanism
  7. Realign
  8. The Voice Of Guilt
  9. Blind Eye Compromise
  10. What I Long For
  11. Save It For My Ghost
DURATA: 54:23
 

I canadesi Hero's Last Rite se la sono presa con calma e finalmente, dopo ben quattro anni dal debutto "Inevitable Is The End", si rifanno vivi con il successore "The Mirror's Face". Un album che in tutta onestà ero curioso di ascoltare, dato che continuo ad apprezzare il loro primo capitolo discografico.

Sin da subito preannuncio che il quintetto di Fredericton ha fatto un gran passo in avanti e probabilmente aver mantenuto l'assetto interno della band stabile è stato uno dei punti che ne ha favorito la crescita. Questa si è evidenziata tramite una proposta oggi più varia, meno seguace del thrash-groove di stampo Pantera, composta in maniera tale da ricavare il meglio da un miscuglio sonoro in cui si congiungono una serie di nomi amati dai più (Slayer, Testament, Exodus e Lamb Of God) e derive del death melodico di Göteborg.

I nordamericani spingono sull'acceleratore, andando a tavoletta e infilando una mazzata dietro l'altra. Tirano fuori un paio di episodi realmente trascinanti e adrenalinici ("Generation Why", "Viral Judgement" e "I Am Atomic") e altri che mettono in risalto la volontà da parte della band di non escludere le incursioni melodiche. Sono gradevoli a esempio l'incipit dai suoni puliti in "The Mirror's Face" e l'incursione solistica di Mike Davidson immessa in "Mechanism", mentre è spiazzante la vena in stile Amon Amarth che pervade parte del riffato della scura e vagamente epica "Blind Eye Compromise", canzone differente da quanto ascoltato sino a quel momento e un po' fuori contesto. Ovviamente non sarebbero potute mancare le sezioni groove, per garantire quella corposità massiccia che tanto aggrada: sono una presenza costante e in un brano come "The Plague" fanno decisamente la loro porca figura.

Gli Hero's Last Rite sono in uno stato di forma invidiabile. Tutti gli ingranaggi del loro meccanismo compositivo stanno girando a dovere: ancora una volta i chitarristi Tim Gorman e Mike Davidson riescono a essere incisivi e decisivi sia in chiave ritmica che solistica, mentre il comparto motore affidato alle cure del bassista Paul Vidal e del batterista Dan Rogers, quest'ultimo decisamente più fluido e dinamico rispetto alla già buona prestazione offerta in passato, è solido ed energico. Steve Mac Donald dal canto suo dietro al microfono dimostra di avere lavorato sodo, trovando il modo di correggere l'unica sbavatura che avevo annotato nella prova cantata di "Inevitable Is The End"; parlo di quei frangenti in cui la voce diviene più aggressiva e tagliente, oggi esposti con maggiore convinzione e carattere.

Un disco come "The Mirror's Face" potrebbe essere il biglietto da visita giusto per acquisire una maggiore visibilità e far girare il nome degli Hero's Last Rite al di fuori dei confini nazionali. Del resto questa realtà, nel suo piccolo, sta facendo davvero bene, a conferma che anche al giorno d'oggi ci sono musicisti che vogliono lasciare un segno del proprio passaggio, piccolo, ma magari più distinto di quello impresso da altri, nella memoria degli ascoltatori. Per il sottoscritto questi ragazzi potrebbero farcela e meritano almeno un'occasione. Ora lascio a voi il compito di decidere se diverranno o meno una compagnia nello stereo.

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