HERRATIK – Compromise Gone

HERRATIK – Compromise Gone

Informazioni
Gruppo: Herratik
Titolo: Compromise Gone
Anno: 2011
Provenienza: Australia
Etichetta: Battlegod Productions
Contatti: myspace.com/herratiktheband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Enough
3. Bottom Feeder
4. End Of Compromise
5. Closed Book… Opened Wrist
6. Talk So Much… Say Nothing
 7.Filth In Numbers
8. Good Things Come To Those Who Hate
9. The Fall
10. The Zone

DURATA: 31:11

HERRATIK - Compromise Gone Gli Herratik sono una band australiana nata come Abortus nella seconda metà degli anni Novanta e che dopo aver prodotto due dischi (“Judge Me Not” e “Process Of Elimination” rispettivamente nel 1999 e 2001) decise di cambiare il proprio nome nell’attuale dando alle stampe nel 2006 il debutto “Wrath-Divine”. Cinque anni più tardi, nel 2011, sono pronti a rilasciare il successore di questa seconda avventura intitolato “Compromise Gone”.
Il compromesso non è uno dei mezzi in voga nel sound di questi musicisti, il platter di breve durata, poco più di mezzora complessiva, è di quelli che spingono a manetta, che tengono volutamente il piede sull’acceleratore e in altrettanta voluta maniera si attengono alla mentalità da old schooler della quale sono intrise le canzoni, per com’è impostato e suonato fosse uscito una ventina d’anni fa avrebbe sicuramente fatto breccia nei cuori di moltissimi. Adesso come adesso, mettendo in conto che siamo nel 2012 e il panorama metal ha subito parecchi smottamenti, fra deja-vù inevitabili e una patina di “vecchio” a quanto pare fortemente voluta diviene una release dall’appeal e dal fascino intrigante per gli over trenta e oltre.
È un male? Ci mancherebbe… Dico solo che gli Herratik, pur possedendo la conoscenza, la passione e delle qualità tecnico/compositive più che discrete, lasciano il segno in pezzi come “Enough”, “Closed Book… Opened Wrist” e il concludersi del platter con “Good Things Come To Those Who Hate” e “The Zone” ma calcano un po’ troppo la mano in una “Talk So Much… Say Nothing” che in fin dei conti è poca cosa e sprigionano violenza però sterile in “The Fall”.
Avrebbero potuto trovare un equilibrio più adatto fra la due controparti in gioco: impatto e resa sul lungo corso; la prima vince incontrastata e in questo caso non è forse il migliore degli scenari auspicabili, ridimensionando il valore del lavoro a un comunque apprezzabile ascolto in stile “mordi e fuggi”.

Tirando le somme della situazione siamo ancora di fronte a una formazione dalla maturazione in corso, non mi attenderò mai un cambio di direzione o stile improvviso, però inanellando una serie di riff cazzuti, in questo “Compromise Gone” ce ne sono già più di un paio, e affinando la struttura dei brani, di per sé non complessa ma alle volte tenuta in piedi dalla sola irruenza, gli Herratik dovrebbero entrare in possesso di ciò che serve per portare a casa un gran bel risultato, vedremo quindi se il disco numero tre sarà quello buono.
Vi consiglio comunque di sbatacchiare ossessivamente in loro compagnia, una buona dose d’adrenalina giornaliera non fa mai male e “Compromise Gone” da questo punto di vista vi sarà certamente d’aiuto.

Facebook Comments