HESPERIA – Caesar [Roma Vol. I]

 
Gruppo: Hesperia
Titolo: Caesar [Roma Vol. I]
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Sleaszy Rider Records
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TRACKLIST

  1. Ivlia Gens (Incipit) – Svpremvs Dvx
  2. Trivmviratvm
  3. De Bello Gallico
  4. Britannia Capta Erit / Alea Iacta Est
  5. Roma
  6. Aegyptvs (Tema Di Cleopatra)
  7. Caesar (Tema Di Cesare)
  8. Romana Conspiratio (Tema Di Bruto)
  9. Divini Praesagii (Romanorvm Deorvm)
  10. Le Idi Di Marzo (The Ides Of March) [cover Iron Maiden]
  11. Ivlivs Caesar (Divvs Et Mythvs)
DURATA: 56:30
 

Il progetto Hesperia non è certo sconosciuto da queste parti: il collega Bosj già si occupò del suo Metallvm Italicvm un paio di anni fa e lo stesso Hesperus raccontò il proprio passato sulle nostre pagine. Chiusa la tetralogia "Aeneidos Metalli Apotheosis", è tempo per il Nostro di iniziare una nuova avventura, questa volta dedicata alla Città Eterna.

Come intuibile dal titolo, il primo capitolo è dedicato a Giulio Cesare, personaggio decisamente importante per la storia di Roma. La definizione «Opera Rock-Metal» calza perfettamente a pennello, in quanto "Caesar" ha essenzialmente lo scopo di raccontare la storia del suo protagonista attraverso musica e testi. La notevole attitudine narrativa di Hesperus viene incanalata in un Heavy Metal che non ha paura di assumere diverse forme per rappresentare un momento ben preciso della vita di Cesare: si passa quindi da brani energici e pregni di orgoglio come "Svpremvs Dvx" ad altri più riflessivi come "Divini Praesagii", nel quale i segnali premonitori della sua morte poco prima delle Idi di marzo vengono espressi in una gradevole semi-ballata.

Hesperus non nasconde la propria passione per le sonorità legate al Metal classico, tanto che in più di un'occasione l'ispirazione di stampo Iron Maiden risulta più che evidente: l'esempio più ovvio è la cover "The Ides Of March", posta giustamente a chiudere la vita di Cesare ma non l'album, poiché "Ivlivs Caesar" (forte anch'essa di chitarre che sanno molto di Vergine Di Ferro) ci ricorda che «neanche la morte gli tolse l'immortalità»; il tributo a Dickinson e soci viene fuori in dettagli quali il suono del basso, spesso molto simile a quello di Steve Harris, ma anche nella struttura del tema di Cleopatra che — considerando la band e il tema coinvolti — non può che rimandare alla celebre "Powerslave". La stessa "Aegyptvs", oltre a essere caratterizzata da atmosfere in grado di trasportare l'ascoltatore nell'Antico Egitto, presenta un dialogo tra Cleopatra e Cesare, interpretati rispettivamente dal soprano Aeretica (Amethista) e dal tenore Christian Bartolacci (Scala Mercalli, Ibridoma).

Ovviamente "Aegyptvs" non è l'unica traccia così peculiare: basti pensare alle sensazioni quasi fantasy — o a tratti fiabesche, nonostante il tema — di "De Bello Gallico", ottenute grazie all'uso della crotta; la prima parte dell'accoppiata strumentale "Britannia Capta Erit – Alea Iacta Est" è, invece, dedicata alla conquista della Britannia, raffigurata tramite un ibrido tra Heavy Metal e Prog Rock con l'inserimento di hammond, trombe, arpe e quant'altro. Degni di menzione anche l'attitudine 100% Rock del tema di Bruto, l'epicità leggermente battagliera di "Trivmviratvm" e il ritmo marziale e fiero della titletrack. Tuttavia, non sono da meno i brani più tradizionali come "Roma", forse addirittura uno dei momenti migliori del disco, nel quale è presente uno dei pochissimi richiami al Black Metal delle origini del progetto.

Oltre alle composizioni che credo di aver elogiato abbastanza, l'album guadagna molti punti grazie all'espressività vocale di Hesperus: capace di spostarsi da uno stile aggressivo a un altro più impostato, passando per uno spoken word che — insieme alle introduzioni simil-colonna sonora di ogni traccia — amplifica notevolmente l'elemento narrativo dell'opera. Inutile sottolineare come la scelta di cantare in italiano e latino sia assolutamente azzeccata e adatta alla recitazione del Nostro.

L'ambiziosità di Hesperia è palese, ma lo è anche l'attenzione ai dettagli: queste due facce della stessa medaglia vanno di pari passo e da esse scaturiscono idee a volte semplici, come l'inserimento di campionamenti del Rubicone, e altre che esulano dall'aspetto puramente musicale, come l'edizione limitata a cento copie contenente il gioco da tavolo "Alea Iacta Est", un lituo in miniatura e l'incenso che lo stesso Hesperus ha usato in combinazione con lo yoga tantrico per comporre l'album in uno stato mentale puro e lucido. Un personaggio indubbiamente particolare che, di sicuro, da molti verrà superficialmente giudicato come un pagliaccio, ma che è in grado di produrre un lavoro intenso e assolutamente valido, la cui passione trasuda attraverso una produzione non certo pessima, eppure comunque lontana dai suoni aggressivi quanto un agnellino di certe uscite moderne.

Come ultima nota, "Caesar" vede inoltre la collaborazione con un discreto numero di musicisti: oltre a quelli già citati, troviamo i cori epici di M (Skoll, The True Endless), lo scream di Ant (Orcrist, Frentrum), la chitarra di Clemente Cattalani (Scala Mercalli) nella cover dei Maiden e l'effettistica di Shelmerdine (Dark Awake).

"Caesar" è un disco decisamente riuscito nel quale l'ormai rodato stile di Hesperia riesce a esprimersi al meglio, raccontando una storia che senza dubbio merita di essere trattata: non rivoluzionerà il genere né creerà troppo scalpore — per vari motivi — ma ciò che importa è che il grande lavoro dietro all'album abbia dato risultati più che semplicemente buoni. Hesperia pubblicherà anche un video per ogni traccia nei prossimi mesi, dei quali il primo è già disponibile.

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