HETEROGENEOUS ANDEAD – Deus Ex Machina

Gruppo:Heterogeneous Andead
Titolo:Deus Ex Machina
Anno:2017
Ristampa:2018
Provenienza:Giappone
Etichetta:WormHoleDeath
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TRACKLIST

    1. Flash Of Calamity
    2. Denied
    3. Hallucination
    4. Tentacles
    5. Automaton
    6. Unleashed
    7. Tyrant
    8. Obfuscation
    9. Demise Of Reign
    10. Fleeting Dawn
DURATA:58:19

Quando si scopre una nuova band è sempre interessante capire come il nome scelto sia legato alla musica proposta. Nel caso degli Heterogeneous Andead il compito mi risulta abbastanza difficile, principalmente perché non ho idea di cosa possa significare.

Di certo, il sound del debutto Deus Ex Machina è discretamente eterogeneo: partendo da una base a metà tra death e thrash metal, la band di Tokyo inserisce frequentemente sintetizzatori dai suoni elettronici e arricchisce il tutto con un’alternanza tra growl e voce da mezzosoprano; proprio in queste parole è possibile trovare i pregi e i difetti dell’album.

Partiamo dalle note positive: il mix di elementi generalmente funziona bene e l’idea di incentrarlo sulle dualità dei due membri fondatori è vincente. Yusuke Kiyama — padrone quasi totale del comparto strumentale, ad eccezione del basso in mano a Takashi Onitake — gestisce con naturalezza gli intrecci tra chitarra e sintetizzatori, al contempo dimostrando di essere più che abile con le sei corde tramite numerosi assoli; i riff, invece, spesso giovano dell’accompagnamento sintetico che si inserisce a volte velatamente, altre in maniera più evidente, senza comunque sovrastare il resto. D’altra parte, Haruka si rivela competente sia con un growl discretamente profondo sia con il canto lirico; a tal proposito, è bene notare che le differenze tra la vocalità occidentale e quella giapponese rendono questo mezzosoprano relativamente diverso da quelli a cui siamo abituati in ambito metal. Il singolo “Automaton” rappresenta alla perfezione quanto detto finora, così come la maggior parte dei brani sfrutta al meglio queste peculiarità, perfino in una traccia di quasi dieci minuti come “Demise Of Reign” che a tratti pare tingersi di power-prog.

Pur avendo una base più che buona, gli Heterogeneous Andead presentano qualche difetto da limare, prima di poter fare il salto di qualità. Uno di essi, in realtà, potrebbe già essere risolto: l’ingresso di Tomoyuki Nakano dietro le pelli consentirà al gruppo di mettere da parte la batteria elettronica utilizzata in questo Deus Ex Machina che — pur non essendo pessima — risulta fin troppo statica e monotona; alcuni passaggi, inoltre, sono letteralmente martoriati da suoni poco gradevoli, ad esempio in “Unleashed”. L’altro problema che alla lunga può stancare è la modalità con cui vengono alternati i due stili vocali, fondamentalmente sempre la stessa in quasi tutti i brani, con il growl a dominare le strofe e la voce lirica i ritornelli; una maggiore varietà nelle scelte compositive e un po’ di lavoro sull’espressività del growl potrebbero essere un buon punto di partenza per rendere i brani più efficaci.

L’ultimo appunto riguarda “Fleeting Dawn”, una semi-ballata posta in chiusura: considerando che il brano è più che piacevole, forse inserirlo in una posizione intermedia invece che a fine album avrebbe potuto aiutare a spezzare quel leggero senso di monotonia che con lo scorrere della scaletta diventa via via più preoccupante.

Detto ciò, stiamo parlando di una band al proprio esordio le cui idee sembrano essere già discretamente chiare. Si può tranquillamente dare fiducia agli Heterogeneous Andead per il futuro, mentre per il momento Deus Ex Machina si guadagna una sufficienza piena.

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