HIBRIA – Hibria

 
Gruppo: Hibria
Titolo: Hibria
Anno: 2015
Provenienza: Brasile
Etichetta: Power Prog Records
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TRACKLIST

  1. Pain
  2. Abyss
  3. Tightrope
  4. Life
  5. Ghosts
  6. Legacy
  7. Ashamed
  8. Church
  9. Fame
  10. Words
  11. Pain [versione karaoke]
DURATA: 52:33
 

Dal Brasile con furore arriva il gruppo power metal degli Hibria, ormai alla quinta prova in studio. La formazione è piuttosto peculiare, considerando la tradizione melodica e progressive degli Angra, e non nega un certo orientamento verso quel power americano più serrato e duro. Il disco parte subito con "Pain", un brano che è anche il manifesto dell'intero album: un mix interessante di parti funk e ritmiche serrate, sicuramente diverso rispetto alla solita pappardella alla quale siamo spessi abituati.

C'è però qualcosa che non gira a dovere in "Hibria", qualcosa che, considerati gli anni di attività, dovrebbe ormai essere rodato e limato: lo strafare. I Brasiliani seguono la loro direzione e, pur non apprezzando particolarmente (ed è un eufemismo) le doti canore di Iuri Sanson, c'è veramente poco da dire all'accoppiata di chitarre Osorio-Camargo. In brani quali "Legacy" o "Ashamed" tuttavia si finisce troppe volte in questo circolo vizioso, forzando la mano tra tecnicismi e coretti urlati che davvero poco si adattano alle buone seppur non eccelse doti del gruppo brasileiro. La sentita "Life" e "Abyss" provano ad alzare un po' la media, soprattutto considerata l'opera generale, ma purtroppo i punti più bassi restano i brani esenti da quella vena funk movimentata, come "Tightrope", "Church" o "Ghost", in cui più che sentire gli Hibria pare di essere tornati a un gruppo glam di fine '80 con riff al doppio della velocità. Chiude il tutto la versione karaoke di "Pain", di fatto una strumentale con coretti vari un po' fine a se stessa: chi dovrebbe mettersi a fare il karaoke degli Hibria?

"Hibria" raggiunge una sufficienza risicata a voler essere buoni, o come dicevano a scuola «i ragazzi hanno le capacità, ma non si impegnano abbastanza» e probabilmente guadagnerebbero notevolmente da una struttura musicale meno estrema e più melodica. In fondo ammettiamolo, siamo pure un po' stanchi della solita solfa power metal, per quanti battiti di cassa possa avere: la possibilità di sperimentare, sporcando il proprio genere con qualcosa di diverso, ci incuriosisce, quindi mi auguro che gli Hibria seguano questa strada.

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